Ronciglione – Morta nel congelatore, ascoltato il fratello.
Lo hanno sentito nella casa di riposo che lo ospita: il fratello maggiore di Rossana Bramante, la donna di 79 anni cieca trovata senza vita nel congelatore di casa, avrebbe detto in continuazione che non ricorda. Tutti gli indizi, ora come ora, sembrerebbero non in suo favore (fotocronaca – slide).
Non ricordava neppure nel 2012, quando la polizia locale sarebbe andata a fare delle verifiche all’appartamento in via dell’ospedale consorziale numero 2. Cercavano Rossana Bramante, sembrerebbe per questioni di eredità. Ai vigili urbani, il fratello avrebbe semplicemente detto che era ricoverata, ma non sapeva dove. Né era in grado di fornire il nome di una clinica, di un ospedale, di una casa di riposo. Niente. E Rossana Bramante sparì dalle liste anagrafiche del comune di Ronciglione. Irreperibile.
Da quel momento in poi è diventata un fantasma.
Nemmeno i padroni di casa l’avevano mai vista. L’unico che si vedeva nel palazzo era il fratello ultraottantenne, poco più grande di lei. Un uomo distinto e riservato che diceva appena “buongiorno” e “buonasera”. Da luglio si trova in una casa di riposo a Ronciglione, affetto da demenza senile e non più in grado di occuparsi da solo dei suoi beni. Proprio per non continuare a pagare l’affitto a vuoto, aveva deciso di lasciare l’appartamento davanti all’ospedale Sant’Anna. Il suo amministratore di sostegno stava provvedendo allo sgombero quando, nel primo pomeriggio di domenica, ha aperto il congelatore e trovato il corpo di Rossana Bramante. Dalla busta che conteneva il cadavere, ulteriormente coperto da un telo di plastica, si intravedeva una mano di donna.
L’allarme ai carabinieri è scattato intorno alle 13. Sul posto, gli uomini della compagnia di Ronciglione, con il nucleo operativo radiomobile, e il nucleo investigativo di Viterbo. Prima i rilievi. Poi ore in caserma ad ascoltare condomini, padroni di casa e tutte le persone potenzialmente informate sui fatti.
Su quel fratello che, a quanto pare, era l’unico aggancio col mondo di Rossana Bramante, adesso, si accendono i riflettori degli inquirenti. Inevitabilmente. Le uniche testimonianze dell’esistenza di Rossana Bramante sono il suo corpo, il fratello che dice che non ricorda dov’è, la pensione che prendeva e la posta che, fino a poco tempo fa, continuava ad arrivare al civico 2 di via dell’ospedale consorziale.
Non ci sarebbero altri familiari. Si parla di una nipote all’estero che, evidentemente, aveva perso i contatti con la signora Bramante, perché altrimenti non si spiega come non ne abbia denunciato la scomparsa. Né lei né altri lo hanno fatto.
Il tratto sconcertante è questo: una vita annientata all’improvviso e passata inosservata. Un corpo non reclamato e trovato per caso. Nascosto in un congelatore forse per anni senza che nessuno ne facesse notare l’assenza o ne sentisse la mancanza. Un dramma nel dramma: dramma della solitudine di una donna che sembrava avere solo il fratello. Tutto il suo mondo, probabilmente, cominciava e finiva con lui. E sul loro rapporto gli investigatori vogliono vedere chiaro per capire se c’era il movente di un delitto o, forse più probabilmente, solo di un occultamento di cadavere.
Da ieri mattina, l’atmosfera a Ronciglione è surreale. I passanti rallentano, gettano sguardi curiosi dentro il cortile del palazzo prima di passare oltre. Fino a lunedì mattina, il cancello era aperto. Da ieri è chiuso con una pesante catena. E nella cittadina, ieri pomeriggio, sono arrivate anche le telecamere della “Vita in diretta”.
Ferite superficiali sul corpo di Rossana Bramante non sarebbero state trovate. Di più diranno i risultati dell’autopsia fissata per venerdì. Resta da capire se si sia trattato di trovare un nascondiglio a un corpo già senza vita o se, invece, l’anziana sia stata prima uccisa e poi infilata nel congelatore a pozzetto.






