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Morta nel congelatore, incarico a un tossicologo

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Rossana Bramante

Rossana Bramante 

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore 

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore 

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore 

Ronciglione – Donna nel congelatore, incarico a un tossicologo.

Sarà Fabio Centini, dell’istituto di medicina legale di Siena, a eseguire gli esami tossicologici sul corpo di Rossana Bramante, trovata morta in un congelatore a febbraio.

Il risultato potrà dire molto sulla dinamica del decesso: Centini dovrà accertare se la morte dell’anziana è collegata all’assunzione di farmaci o altre sostanze che possano aver causato un’intossicazione letale. In caso contrario la conclusione sarà che la 79enne è morta per cause naturali. 

Per ora, l’unica certezza è che Rossana Bramante è morta per insufficienza cardiorespiratoria. Un’asserzione piuttosto scontata, ma la procura non ha voluto e potuto dire altro nella nota diramata il 5 marzo, a ventiquattr’ore dall’autopsia.

Il medico legale Giorgio Bolino, della Sapienza di Roma, ha preso due mesi di tempo per consegnare la sua relazione al pm Fabrizio Tucci. Uno è già trascorso, ma per avere un quadro completo l’esito dei tossicologici resta indispensabile.

Intanto, il fratello della donna, Ivo Bramante, pittore 82enne, è indagato per occultamento di cadavere. A inizio mese è stato trasferito dalla casa di riposo a Ronciglione, in cui si trovava dall’estate scorsa, a un’altra struttura a Montefiascone. 

Bramante aveva preso in affitto l’appartamento in via dell’ospedale consorziale dov’è stato trovato il cadavere della donna. La casa doveva essere svuotata: l’anziano, in casa di riposo da luglio, aveva disdetto il contratto di affitto. Allo sgombero doveva pensare il suo amministratore di sostegno, una giovane donna incinta: quando la donna ha aperto il pozzetto e visto la mano di Rossana Bramante, scioccata, ha chiamato i carabinieri.

In quella bella palazzina davanti all’ospedale Sant’Anna tutti ignoravano l’esistenza di Rossana Bramante. Per i condomini e per il padrone di casa, Ivo Bramante era un anziano che viveva solo. Rossana, cieca assoluta almeno dal 1987, non era mai stata vista né alla finestra, né in balcone e neppure nell’ampio giardino che circonda la casa. Eppure, a Castelnuovo di Porto, provincia di Roma, dove Rossana ha abitato con la madre fino al 2009 prima di venire a Ronciglione, i vicini la vedevano almeno passeggiare sul terrazzino. Solo e soltanto lì. “Una vita da segregata in casa”, secondo una vicina intervistata da “Chi l’ha visto?”, in parte per la sua malattia, in parte, forse, per carattere. A Ronciglione ha vissuto da fantasma. Si tratta di capire per quanto.

Compito dell’autopsia sarà risalire alla data della morte, oltre che alle cause. Da quanto tempo il corpo dell’anziana giace in quel congelatore? Bramante non collabora, trincerandosi dietro a una lunga e ostinata serie di “non ricordo”. Soffre di demenza vascolare con sintomi psicotici e, per questo, sarebbe incline a pensare a complotti inesistenti, orditi contro di lui.

Per ora, interrogato a lungo dal pm, ha fatto capire che non ha memoria né del destino di Rossana, né di ogni particolare riguardante quel congelatore in garage  dove sua sorella è stata trovata. A Ronciglione, di certo, l’anziana è arrivata nel 2009, con tanto di richiesta di residenza, e dal 2014 è ufficialmente irreperibile. Quello che è successo nel mezzo, in questi anni, è ancora un mistero. 


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