Viterbo – “Un attacco alle tradizioni cristiane e culturali”. Definiscono così le aperture nei giorni festivi i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Fortunato Mannino (Cisl), Elvira Fatiganti (Uil) e Donatella Ayala (Cgil) questa mattina in conferenza stampa hanno lanciato un appello al vescovo e alla regione affinché intervengano in questa situazione, che definiscono,”drammatica”.
“La liberalizzazione degli esercizi commerciali è una giungla. Sempre più di frequente – afferma Fortunato Mannino (Cisl) le aziende aprono in maniera indiscriminata sia la domenica che per festività. E il giorno di Pasquetta non fa eccezione. Questo fenomeno è destabilizzante per per la qualità della vita dei lavoratori che devono dedicare tutto il loro tempo al lavoro anche nei momenti di festività. Per questo vogliamo lanciare due appelli. Il primo alla Regione perché è necessario regolamentare la liberalizzazione. Gli esercizi commerciali ormai tengono aperto quando vogliono senza più nessun criterio.
Il secondo al vescovo affinché intervenga in maniera pesante perché questo correre al business delle aziende va a ledere i valori cristiani su cui si basa la nostra società. Si pensava che liberalizzazione avesse dato un impulso positivo all’occupazione ma non è così. La stragrande maggioranza delle aziende ha chiuso i bilanci in rosso, questo perché il surplus del lavoro festivo non ha dato il risultato sperato. Non c’è stato nessun impulso all’occupazione. Questo deve far riflettere”.
Dai sindacati un appello quindi affinché le festività siano fatte salve da questa giungla che destabilizza la vita di cittadini e lavoratori.
“Non solo deve intervenire la Regione – dice Donatella Ayala (Cgil) – ma sulla regolamentazione deve metterci le mani anche il Comune, visto che parliamo di Viterbo e provincia. In tutto questo ovviamente c’è lo scoglio dell’utenza, ovvero i clienti a cui fa comodo andare per le festività e la domenica a fare spese. La cosa peggiore è che il centro commerciale è diventato un posto di aggregazione. E ovviamente i piccoli marchi non riescono a tenere questa concorrenza e la popolazione si allontana dai centri storici.
Ci sono catene che aprono il giorno pasquetta e per noi p gravissimo. Per questo rivolgiamo un appello alla santa sede. In questo modo si perde il valore delle feste religiose e nazionali. Chiediamo quindi un tavolo per regolamentare e avere tutti le stesse aperture senza concorrenza sleale”.
Dello stesso avviso Elvira Fatiganti (Uil). “La domenica – continua – è fatta per stare a casa, per la nostra religione e per lo stato. Grandi catene come Combipel e Pittarosso aprono il giorno di Pasquetta. E noi, che non siamo di certo una città con un alto tasso turistico, questa cosa non la possiamo accettare. Queste aperture che si inquadrano nel decreto Salva Italia stanno rovinando la vita familiare dei lavoratori.
In questo modo stanno decadendo tutte le nostre tradizioni culturali e religiose per questo è necessario coinvolgere le istituzioni comunali. Nel 2012 abbiamo provato a regolamentare la situazione cercando un accordo con la piccole e grande distribuzione. Ma il Comune si sfilò subito dal tavolo. E ovviamente – conclude – c’è stato un peggioramento delle condizioni. È diventato un abuso sulla gente che lavora”.
Maria Letizia Riganelli




