Ronciglione – Occultamento di cadavere, indagato il fratello dell’anziana trovata nel congelatore.
Un’ora di interrogatorio domenica pomeriggio in una casa di riposo di Ronciglione, davanti al pm Fabrizio Tucci (fotocronaca – slide).
C’è un nome nel registro degli indagati della procura di Viterbo ed è quello di Ivo Bramante, fratello di Rossana Bramante, la 79enne trovata morta in un congelatore domenica 28 febbraio.
Gli inquirenti sospettano di lui. Non per omicidio, ma per aver nascosto il corpo dell’anziana nel congelatore a pozzetto del garage di casa, un appartamento in cui lui e la sorella minore vivevano in affitto al civico 2 di via dell’ospedale consorziale.
Un’ora circa per dire solo che non ricordava nulla della sorella Rossana. Avrebbe detto lo stesso anche alla polizia locale di Ronciglione che, nel 2012, era andata in quella casa per notificare degli atti riguardanti un’eredità.
Rossana Bramante non c’era. Il fratello Ivo disse che era ricoverata ma non ricordava dove. Da quel momento, la donna è irreperibile. Cancellata dalle liste anagrafiche del comune ronciglionese. Un fantasma per tutti. Compresi i padroni di casa e i condomini che non l’avevano mai vista. Incrociavano solo il fratello per le scale di quel palazzo circondato da un ampio cortile, davanti all’ospedale Sant’Anna. Lui, distinto e riservato, salutava appena.
Ultraottantenne, affetto da demenza senile, professione pittore, Ivo Bramante è ospite da luglio in una casa di riposo di Ronciglione. Il cadavere della sorella è stato trovato durante lo sgombero di casa: non volendo più pagare l’affitto a vuoto, l’anziano aveva disdetto il contratto. Nel primo pomeriggio di domenica il suo amministratore di sostegno ha aperto il congelatore a pozzetto e notato il corpo, infilato in un sacco nero dell’immondizia e ulteriormente coperto da un telo di plastica.
Era integro. Il primo sospetto degli investigatori era che la donna potesse essere stata fatta a pezzi: aprendo il congelatore si intravedeva appena una mano di donna. Invece Rossana Bramante è stata messa intera in quella busta e poi nel pozzetto.
Le indagini sembrerebbero dirette ad accertare chi aveva accesso alla pensione che la 79enne, non vedente, riscuoteva. Sembrerebbe che il fratello avesse una delega per operare sul suo conto. Lui e la sorella vivevano soli a Ronciglione dal 2009, quando si trasferirono da Castelnuovo di Porto (Roma).
Non ci sarebbero altri familiari. Si parla di una nipote all’estero che, evidentemente, aveva perso i contatti con la signora Bramante, perché altrimenti non si spiega come non ne abbia denunciato la scomparsa. Né lei né altri lo hanno fatto.
Il tratto sconcertante è questo: una vita annientata all’improvviso e passata inosservata. Un corpo non reclamato e trovato per caso. Nascosto in un congelatore forse per anni senza che nessuno ne facesse notare l’assenza o ne sentisse la mancanza. Un dramma nel dramma: dramma della solitudine di una donna che sembrava avere solo il fratello. Tutto il suo mondo, probabilmente, cominciava e finiva con lui. E sul loro rapporto gli investigatori vogliono vedere chiaro. Per ora, ipotizzando un occultamento di cadavere. Se poi dall’autopsia emergessero lesioni mortali, il quadro accusatorio si aggraverebbe aggiungendo l’accusa di omicidio.
Dai primi riscontri del medico legale, domenica pomeriggio, non sarebbero state trovate ferite superficiali sul corpo dell’anziana.
Intanto, l’atmosfera a Ronciglione è surreale. I passanti rallentano, gettano sguardi curiosi fin dentro il cortile del palazzo prima di passare oltre. Fino a lunedì mattina, il cancello era aperto. Da ieri è chiuso con una pesante catena. Nella cittadina, ieri pomeriggio, sono arrivate anche le telecamere della “Vita in diretta” e del caso, stasera, si occuperà anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”.
L’iscrizione dell’anziano nel registro degli indagati è, soprattutto in questa fase, un atto a sua garanzia: per chiarire subito che su di lui si concentrano sospetti e consentirgli di difendersi al meglio fin dalla prima ora, dandogli la facoltà di nominare un suo consulente per l’autopsia. Venerdì la procura affiderà l’incarico al medico legale. La salma della donna, per adesso, resta all’ospedale Belcolle di Viterbo.
Stefania Moretti







