Viterbo – Circa 150 racconti in gara, quindici arriveranno in finale, il migliore sarà premiato a luglio, ma tutti saranno pubblicati in un’antologia.
Il premio Mariano Romiti guarda ai più giovani e raddoppia. Oltre al concorso ufficiale, arrivato alla quarta edizione, da quest’anno c’è la sezione junior.
Una partenza di successo, visto l’interesse riscosso fra gli studenti delle scuole superiori della Tuscia.
I 150 elaborati affrontano temi forti, dallo stalking alle amicizie tradite, all’omosessualità.
Un nuovo progetto dell’associazione Mariano Romiti, presentato dal presidente Alessandro Maurizi stamani in in Fondazione Carivit. Insieme a Pietro Corinti, che si occupa della nuova creatura, il prefetto Lorenzo Suraci, Mario Brutti della fondazione e per il comune, l’assessore Antonio Delli Iaconi.
“L’obiettivo – dice Maurizi – è la legalità. Scrivendo un racconto giallo, sono i ragazzi a parlarne.
Nei racconti ci sono reati che fanno parte della vita e aberrazioni della società”.
Per rendere più attinenti alla realtà i racconti, poliziotti che fanno parte dell’associazione si sono incontrati nelle scuole con gli studenti e continueranno a farlo fino al 31 marzo, termine per la presentazione dei lavori.
“Ne è nato un bello scambio – osserva Maurizi – i ragazzi ci chiedono quali siano i nostri problemi. Loro sono venuti in visita anche in questura”. Ponendo diverse domande, una, curiosa, diretta a Suraci.
Come si diventa questore? Il diretto interessato non si è sottratto: “Forse – scherza Suraci – i ragazzi pensavano che questori si nasce, invece il percorso è lungo. Ci vogliono trent’anni di solito. Io ce ne ho messi 29”.
Sono coinvolte le scuole superiori viterbesi, anche se quest’anno le periferiche sono rimaste fuori. Si recupererà il prossimo anno.
“E’ un bell’impegno anche se gravoso, che svolgiamo fuori dall’orario di servizio – osserva Maurizi – nel nostro tempo libero incontriamo i ragazzi. I racconti sono 150, i 15 finalisti saranno pubblicati in un’antologia a cura della casa editrice di Raffaele D’Orazi”.
Racconti non banali. “Affrontano temi forti, omosessualità, stalking, delitto passionale, amicizie tradite. Non sono raccontini.
Spesso tendiamo a sottovalutare i ragazzi, un errore. E’ emozionante leggere quello che stanno mettendo nero su bianco”.
Senza nascondersi: “Un ragazzo – ricorda Maurizi – mi ha chiesto se poteva raccontare di un poliziotto corrotto. Ho detto ovviamente di sì”.
L’organizzazione del premio junior è stata affidata a Pietro Corinti. “Devo ringraziare la polizia di Stato – osserva Corinti – perché attraverso la formazione acquisita siamo stati in grado di mettere in piedi l’iniziativa, andare nelle scuole e presentarci come poliziotti.
Per portare un concetto di legalità condivisa, non imposta”.
Agli incontri prendono parte dieci poliziotti che si dividono il lavoro. “Abbiamo portato la scadenza dal 29 febbraio al 31 marzo per dare a tutti la possibilità di realizzare un buon lavoro.
Alla fine saranno valutati da una prima giuria di noi poliziotti. I primi 15, poi, sottoposti a una seconda giuria, la più ampia possibile. Composta da poliziotti, professionisti, insegnanti.
Vorremmo che a decidere fosse un centinaio di giurati”.
Dal canto suo l’assessore Antonio Delli Iaconi ricorda come il comune sostenga l’associazione per la rilevanza delle iniziative portate avanti ed è stato presentato un progetto in regione per ottenere un finanziamento: “Visto i progetti, importanti, che sta portando avanti”.
Giuseppe Ferlicca







