Viterbo – (r.s.) – “Trasformeremo il Poggino in un’area produttiva ecologicamente attrezzata”.
Entra nel vivo la prima fase del piano d’azione per l’energia sostenibile. È stato presentato questo pomeriggio da sindaco Leonardo Michelini e dall’assessora Raffaela Saraconi, nella sala Cunicchio della Camera di Commercio.
“Le risorse usate fino a ora – esordisce Saraconi – sono in esaurimento e fortemente nocive. Dobbiamo necessariamente ridurre le emissioni di gas serra e sostituirle con energie rinnovabili: fotovoltaico ed eolico ma anche geotermia”.
Ridurre del venti per cento le emissioni di anidride carbonica entro il 2020. È questo l’obiettivo del cosiddetto Paes: piano d’azione promosso dall’Unione Europea. Si inserisce nel più ampio Patto dei sindaci, movimento europeo che coinvolge tutte le autorità locali e regionali che desiderano aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili entro i prossimi cinque anni.
Viterbo ha sottoscritto il patto nell’ottobre 2014, ed è uno dei 6.700 comuni d’Europa.
“L’obiettivo – continua Saraconi – è quello di ridurre del venti per cento le emissioni di gas serra e aumentare del venti-venticinque percento l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Nel Lazio saremo i secondi, dopo un altro comune della Tuscia: Soriano nel Cimino. Ma attenzione: sarà possibile raggiungere questi obiettivi solo se tutti faremo la nostra parte”.
Frutto principale di questa politica ambientale è Poggino Apea, ovvero la trasformazione della zona industriale della città in un’area produttiva ecologicamente attrezzata.
“Nel Lazio – svela Michelini – saremo i primi a far diventare una zona industriale qualificata anche da un punto di vista energetico. È una scommessa importante che non solo darà lustro al Poggino ma incentiverà anche l’Unione Europea a dare maggiori finanziamenti alle imprese che operano in questa zona. Oltre, ovviamente, a far diventare più attrattiva tutta la città”.
L’azienda incaricata dal Comune a dar vita al Paes, è la Sinpro ambiente di Venezia.
Presente, questo pomeriggio, anche l’ingegner Massimo Brait che, oltre a fare una panoramica mondiale dell’incidenza delle CO2 sull’ambiente e svelare le varie fasi del piano d’azione (attivazione, pianificazione, attuazione e monitoraggio), ha sottolineato il necessario coinvolgimento di privati e imprenditori nella riduzione dell’anidride carbonica, “altrimenti – dice – solo il comune riuscirebbe ad abbassarlo del due per cento”.




