Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Comune di Viterbo: ritorno al futuro”, la semplificazione amministrativa è ancora utopia.
La storia di Paolo e Daniela è emblematica della lontananza della burocrazia dai problemi e necessità dei cittadini: lunghe procedure, innumerevoli moduli, snervanti attese e un latente pressappochismo rendono il comune un luogo decisamente poco confortevole per gli utenti che vi si rivolgono.
E questo non certo – come spesso l’amministrazione Michelini ha apertamente accusato – per colpa dei dipendenti comunali, che fanno quello che possono con i mezzi a loro disposizione: un’ottimizzazione delle risorse umane, che tenga in considerazione le attitudini e predisposizioni al rapporto col pubblico, e la digitalizzazione di alcune procedure, rendendole unificate, permetterebbero certo di metterci al passo con i nuovi tempi di vita del XXI secolo.
Non pretendiamo il 2020, ma qui non siamo nemmeno nel 2000: prevedere diverse richieste e modulistiche per simili circostanze rende tutto più farraginoso e complicato. Insomma, possibile che non sia sufficiente la certificazione di disabilità al 100% (già peraltro validata dalla polizia locale) per permettere l’ingresso al cimitero? Siamo o no all’interno dello stesso comune?
Una semplificazione che sarebbe possibile con una semplice delibera: sindaco, diamo una sgrullatina dalla polvere che sommerge il grigiore di questa giunta e rendiamo il nostro comune di Viterbo un luogo più a misura dei cittadini.
Chiara Frontini
Consigliere comunale Movimento Civico Viterbo2020


