Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Sono ormai mesi che si rincorrono le voci sulla chiusura del distretto Asl Vt4 che verrà smantellato per essere trasferito a Ronciglione o Civita Castellana.
Proprio in questi giorni ci si è occupati molto dei disservizi causati dalle lunghe liste di attesa (che la Asl non pubblica essendo inadempiente in base alle norme di legge). Chiudere il centro a Vetralla significa causare ancora maggiori disagi all’utenza.
Ci sono molte falle nell’atto aziendale della Asl viterbese che non migliorano l’organizzazione esistente, e paradossalmente l’obiettivo che emerge non è tanto di tagliare gli sprechi ma risparmiare attraverso chiusure e tagli ai servizi.
Mi ricordo bene la battaglia che ho fatto come corrispondente nel 2010 quando si parlò di chiusura del servizio di igiene pubblica e veterinario. In quel periodo il dg della Asl voleva trasferire i servizi negli uffici vuoti di via Garbini.
Creai un subbuglio ed una attenzione tale che alla fine il commissario prefettizio e il dg della Asl firmarono una intesa lasciando i servizi a Vetralla grazie al comodato d’uso proposto dall’ente locale.
Oggi il problema si ripresenta ancora più difficile ed importante ed è per tale motivo che spero intervengano anche i privati a sostegno, come hanno fatto, anni orsono, Don Luigi Mignani e la Misericordia di Vetralla con la postazione del 118.
Senza il parroco e la Misericordia oggi questo servizio sarebbe già sparito dal nostro territorio. Alla Asl dico semplicemente che una organizzazione efficiente distribuita su tutto il territorio provinciale è sinonimo di garanzia dei servizi. Andrebbe discusso nuovamente l’atto aziendale per verificare le inefficienze. Ad esempio perché a Belcolle transitano fior fiore di primari che scappano dopo pochi mesi? Non ci sono un numero elevato di dipartimenti e unità operative complesse, dipartimentali e semplici? Sono tutte necessarie?
Giuseppe Venanzi
