Viterbo – (g.f.) – Nella bisaccia del pellegrino, confettura di ciliegie di Celleno, olio di Vetralla, nocciole e miele.
Duecento sono le borse che saranno consegnate domenica ai visitatori in arrivo per la giornata mondiale delle vocazioni.
I gruppi saranno accolti alla nuova pensilina al Sacrario, al suo battesimo ufficiale, nella giornata in cui la messa da Santa Rosa andrà in onda su Rai 1.
“Viterbo è la prima città lungo la Francigena che realizza in modo permanente la bisaccia del pellegrino – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausman – l’auspicio era all’inizio che diventasse un sistema permanente d’offerta.
Oggi vediamo nascere quello che non è un souvenir. E’ molto di più. Se i prodotti piacciono si possono anche ordinare da casa. Sono del territorio al 100% e adatti a essere usati sul cammino”.
La bisaccia a Viterbo arriva per la giornata delle vocazioni.
“Omaggeremo i pellegrini – dice l’assessore comunale Giacomo Barelli – grazie a Coldiretti, Giardini di Filippo, regione e Banca di Viterbo. Un’iniziativa non commerciale, ma in grado di raccontare il nostro territorio”.
Coldiretti ha sposato l’iniziativa da subito. “Ha una valenza turistica – dice il direttore Alberto Frau – si può portare dietro, intercambiabile, perché i prodotti possono essere aggiornati.
Dà un’accoglienza ai visitatori che arrivano sul territorio.
C’è anche una valenza agricola, con prodotti che sono eccellenze del territorio. La nocciola di Coopernocciole, l’olio extravergine di oliva, in questo caso di Vetralla, il miele di Grotte di Castro di Marino e le confetture di ciliegie di Celleno, composte solo da frutta e zucchero, senza additivi.
La terza valenza è sociale. La bisaccia è realizzata da una cooperativa in cui ragazzi con problemi sono avvicinati al mondo del lavoro, integrandosi”.
C’è la bisaccia e non solo. “Accanto alla borsa – osserva il vescovo Lino Fumagalli – sarà distribuita una brochure, In cammino verso il Giubileo, con cinque percorsi di fede segnalati, che potranno essere utilizzati anche nei prossimi anni nella nostra città.
La bisaccia è una piccola risposta a un grande problema. Un segno verso chi ha difficoltà. La gente desidera che ci siano questi segni.
A 50 anni, se si perde il lavoro, c’è una famiglia che finisce in mezzo a una strada. A 35 ancora non si trova un impiego, vuol dire che un progetto di vita salta”.
La bisaccia sarà messa in vendita all’ufficio turistico. E’ stato possibile realizzarla anche grazie alla partecipazione di Banca di Viterbo.
“Come banca del territorio – dice il presidente Vincenzo Fiorillo – vogliamo essere presenti perché lavoriamo per il territorio. Gli utili li reinvestiamo qui, è nel dna del nostro istituto.
Finché ci sarò io, continueremo a sposare queste iniziative e così il consiglio d’amministrazione e sono certo che siano gradite anche ai nostri 2.500 soci”.
Per il sindaco Leonardo Michelini è un esempio virtuoso, che valorizza il territorio: “Un buon esempio – sostiene il primo cittadino – da promuovere”.






