Viterbo – (r.s.) – L’addio a Bruno Purchiaroni.
Commozione e dolore ai funerali del ciclista morto nello scontro con un’auto sulla superstrada Umbro-Laziale nella mattinata di sabato (video – fotocronaca: I funerali – slide – L’incidente – slide).
Amici e parenti si sono stretti intorno allo strazio della moglie Maria e dei figli Andrea e Alessio. Tanti i fiori fuori e dentro la chiesa di san Paolo nel quartiere Grotticella. La cerimonia è stata officiata da don Pino Curre.
“Bruno è in volata verso Dio – dice il sacerdote nell’omelia cercando di dare conforto ai familiari -. Preghiamo affinché i nostri pensieri aiutino la sua anima. Dio gli ha spalancato le porte e Bruno non si è presentato a mani vuote perché la sua vita è sempre stata al servizio degli altri.
Il suo amore e la sua passione, il suo sacrificio e impegno per lo sport e la vita erano grandi. Impariamo da Bruno ad aiutarci gli uni con gli altri.
Chi va in bici è abituato a supportare il compagno per non lasciarlo solo e indietro. Ora Bruno ha bisogno della nostra spinta per entrare in paradiso.
Aiutiamolo nella sua volata verso Dio. E’ un momento difficile ma non scoraggiamoci, confidiamo nella misericordia di Cristo perché il suo piano è grande”.
Bruno, settantott’anni, se n’è andato in una fredda mattinata di primavera. Era in sella alla sua bici – la sua più grande passione – quando è stato travolto da un’auto poco prima dello svincolo per Viterbo Nord.
Stava percorrendo la superstrada Umbro-Laziale quando si è violentemente scontrato con una Ford Ka. Un impatto fatale che non gli ha lasciato scampo: Bruno è morto sul colpo. A nulla sono serviti i soccorsi dei sanitari del 118.
Sotto shock il conducente della macchina. Si tratta di J. T., un 24enne di Terni denunciato per omicidio stradale.
Sono attesi per i prossimi giorni i risultati dell’autopsia su Purchiaroni e l’esito degli esami tossicologici sul 24enne. Nel frattempo gli agenti della polizia stradale continuano gli accertamenti per chiarire le dinamiche della morte di Bruno.
Al termine della cerimonia la lettura della preghiera del ciclista e il ricordo del figlio Andrea.
“La passione per la bici – dice Andrea Purchiaroni dall’altare – si è accesa in te quando eri ancora ragazzino. Hai cercato di trasmetterla a me, ad Alessio e ai tuoi nipotini ma non ci sei mai riuscito.
Ti definivi un ciclo amatore ma per me eri un poeta della bicicletta. Sapevi godere di tutto ciò che avevi intorno quando salivi sulla tua amata bici.
Sei un padre e un uomo ricco di valori e, anche se eravamo lontani, sapevo che per me c’eri sempre.
Credevo che avremmo fatto ancora tanta strada insieme invece non mi ero reso conto che questa era la tua ultima salita. Non ho fatto in tempo ad acciuffarti e per ora ti lascio andare”.






