Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sinistra Ecologia Libertà ha più volte contestato la riforma “La buona scuola” approvata l’anno scorso dal Governo, sottolineando come per l’ennesima volta si sia provveduto ad emanare una legge sull’istruzione senza tener conto dell’unica cosa importante a cui fosse indispensabile pensare: contribuire alla crescita dei ragazzi e delle ragazze e del loro pensiero critico.
In oltre duecento commi, la parola che compare meno è “diritto alla studio”, mentre si dà grande importanza agli aspetti della “valutazione” e degli “investimenti”.
In realtà è assente ogni riferimento ad una riforma che formi studenti e studentesse nel rispetto delle differenze e delle pari opportunità. Non si parla di inclusione sociale, di contrasto al bullismo ed alla discriminazione, di educazione sentimentale, per formare persone in grado di saper distinguere la violenza dal dialogo, la coercizione dall’esercizio della libertà. E’ quello che la scuola dovrebbe fare: crescere persone libere.
Piuttosto, per questo Governo, la scuola del domani è quella dove ogni docente deve combattere per guadagnarsi lo scatto salariale, con un’inedita discrezionalità tutta in mano al dirigente scolastico; così come i finanziamenti verranno distribuiti alle scuole in base “al merito” senza tener conto delle differenze contestuali di diversi istituti scolastici (una scuola in una zona disagiata del territorio ha probabilmente esigenze diverse rispetto al liceo del centro cittadino); la scuola di Matteo Renzi è quella dei presidi che diventano “amministrativi”.
Noi vorremmo invece una scuola del bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, protagonisti del futuro del Paese, non necessariamente eccellenti, non necessariamente subito pronti, ma consapevoli del rispetto delle regole della comunità e preparati per affrontare la loro vita.
Per questo ci attiveremo in tutta la provincia per raccogliere le firme e promuovere il referendum abrogativo delle parti peggiori della legge, quelle che tolgono diritti, invece che restituirli, prima di tutto ai giovani.
Sel/Si Viterbo
