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“Caccia, la vigilanza nel Lazio è molto carente”

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Una battuta di caccia

Una battuta di caccia 

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Questa associazione, come sempre ha fatto nel rispetto dell’ambiente e della fauna selvatica, è critica nel comportamento di Federcaccia Lazio in quanto dalla riunione avvenuta martedì 22 marzo 2016, a nostro avviso, ha chiesto delle cose che non hanno né capo né coda.

Io, come responsabile provinciale Pietro Casasole mando le mie richieste al nuovo assessore regionale all’Agricoltura e Caccia Carlo Hausmann nel redigere il prossimo calendario venatorio 2016-17 e ad un confronto costruttivo nel rispetto delle leggi, ma anche nei confronti del mondo venatorio nazionale e regionale.

Questo responsabile già da circa 30 anni porta avanti delle proposte serie e costruttive sia nel prolungamento della caccia a talune specie, sia nella cacciabilità che nei periodi.

Voglio ricordare a Federcaccia Lazio che questo responsabile da diversi anni propone una giornata di preapertura, oltre alla tortora e corvidi, anche al merlo. Come è stato fatto negli anni passati anche al colombaccio, tanto è vero che alcuni anni fa, nel 2011, il colombaccio era stato messo in pre-apertura.

Cacciatori ricordatevi: Federcaccia 24 ore prima della pre-apertura fece ricorso con conseguente sospensiva. Noi non siamo contrari, tutt’altro. Però vorrei che l’apertura generale ci sia anche sul colombaccio, specie in buona salute, come evidenziato da key concept, inoltre il prolungamento della caccia alla specie tordo, cesena, colombaccio da appostamento fisso fino al 10-15 di febbraio, in quanto nei paesi europei, Francia, Spagna, Grecia, la caccia a detta specie nel 2016 si è chiusa il 29 febbraio 2016.

In merito al piano faunistico venatorio, che ormai manca da tantissimi anni, quale strumento necessario per la stesura del calendario venatorio regionale, e il medesimo a nostra richiesta deve contenere la riammissione delle cinque giornate dal 1.10 al 30.11 per la caccia di appostamento alla migratoria come avviene in tutte le regioni italiane; inoltre la emissione del calendario venatorio murale e dei calendari quale strumento necessario per espletare l’attività venatoria, venuto a mancare negli ultimi due anni (che cosa risponde  Zingaretti).

Siamo contrari nella gestione della caccia al cinghiale, nell’abolire la caccia in braccata, unico strumento adatto al contenimento di detta specie, di certo non siamo favorevoli a gestire la caccia al cinghiale tutto l’anno, in selezione, oppure in girata, perché così facendo il numero dei cinghiali aumenterebbe in modo vertiginoso; siamo favorevoli a fare battute nel mese di febbraio, il sabato e la domenica, contrariamente alla commercializzazione, vorrei chiedere stanziamento nelle province con un milione di euro circa, che danni pensano di pagare? Nel mese di dicembre 2014- gennaio febbraio 2015 si parlava di stanziamenti catastrofici. Che fine hanno fatto? (10 milioni di euro, 3 milioni di euro… parole, demagogia e pochi fatti).

Mi rivolgo all’assessore regionale Agricoltura e Caccia, come pensa di fare per la gestione della vigilanza venatoria, che nella nostra regione è molto carente? Come pensa di gestire e quando alla nomina per la commissione per l’abilitazione venatoria?

Siamo molto concordi con l’assessore nel ridurre il numero degli Atc a cinque, una per provincia, vorremmo che la gestione sia fatta dalla Regione, e levando tutte le Atc in quanto “carrozzoni” che portano solo malessere e spreco di soldi.

Sempre rivolgendomi all’assessore, venga tolta la tassa provinciale, e non come chiede FedercacciaLazio di ripristinare una tassa in armonia della L. 157/92, perché per i cacciatori porterebbe un grosso aggravio vista la grave crisi economica attuale.

Questo responsabile provinciale di Caccia Sviluppo e Territorio associato Confavi, chiede che l’assessore Regionale possa ascoltare in modo democratico le nostre proposte e trarre vantaggi per il rinnovamento del mondo venatorio.

Pietro Casasole
Asd Caccia sviluppo territorio


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