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Calunnia, prosciolto Antonio Ingroia

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Antonio Ingroia fuori dal tribunale di Viterbo

Antonio Ingroia fuori dal tribunale di Viterbo

Antonio Ingroia e Fabio Repici

Antonio Ingroia e Fabio Repici

Antonio Ingroia e Fabio Repici

Antonio Ingroia e Fabio Repici

Attilio Manca

Attilio Manca 

Viterbo – Prosciolto Antonio Ingroia.

Non ci sarà nessun processo per calunnia a carico dell’ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il gup del tribunale di Viterbo Savina Poli ha prosciolto Ingroia dall’ipotesi di aver accusato di falso l’ex capo della squadra mobile viterbese Salvatore Gava, in relazione alle indagini sulla morte di Attilio Manca.

Il giovane medico siciliano fu trovato morto nel febbraio 2004 a Viterbo. Per i familiari un delitto di mafia, eseguito nell’ipotesi che Manca, urologo, avesse curato o visitato il boss Bernardo Provenzano, dopo l’operazione alla prostata nel 2003. Per la procura di Viterbo non c’è riscontro; Manca, secondo il pm Renzo Petroselli, è morto per un’overdose di eroina mista a tranquillanti. A cedere la dose killer di stupefacenti sarebbe stata Monica Mileti, 50enne romana, attualmente imputata per spaccio (la ben più grave accusa di omicidio a seguito di altro reato si è prescritta da tempo).

Il caso Manca è tra i primi che Ingroia ha preso in carico da quando ha lasciato la magistratura per l’avvocatura. Insieme a Fabio Repici è stato legale dei familiari di Manca, fino all’estromissione della parte civile dal processo per spaccio a Viterbo. Repici, adesso, è il suo difensore nell’accusa di calunnia formulata dalla procura viterbese.

Ingroia parlò di “prove manomesse e falsificate”, in relazione al verbale di Gava sui turni di Manca a Belcolle. Nel documento, scoperto da “Chi l’ha visto”, è scritto che Manca era di turno all’ospedale nei giorni dell’operazione di Provenzano in Francia. Ma dai fogli di presenza di Belcolle risulterebbe che il medico non era a lavoro né il 25, né il 26 ottobre e che il 30 aveva staccato prima del solito.

Secondo Ingroia, Manca si sarebbe assentato anche in altre date. Per esempio per quasi tutti i mesi di luglio e novembre 2003. Periodi ipoteticamente sovrapponibili a quelli in cui il capo della mafia Bernardo Provenzano si trovava in Costa Azzurra per l’intervento.

“Non dico che questa è la prova che Manca ha operato Provenzano. Dico solo che questa informativa non corrisponde al vero, perché non è vero che Manca era continuativamente in servizio nei giorni del ricovero del boss”, dichiarò Ingroia all’indomani dell’apertura del fascicolo per calunnia.

L’ordinanza del gup è arrivata alle 13. Il pm Stefano D’Arma, per Ingroia, aveva chiesto il proscioglimento, diversamente dal collega Renzo Petroselli, titolare del fascicolo, andato in pensione a fine 2015.

In aula, Ingroia non c’era. A rappresentarlo, l’avvocato Fabio Repici. Presente per Gava l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, ma l’ex capo della mobile non si è costituito parte civile.

Stefania Moretti


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