Viterbo – Bagnaccio, proroga fino al 31 dicembre agli attuali gestori.
Si allungano i tempi per l’affidamento dell’area termale libera. C’è una delibera di giunta per mettere a gara la concessione mineraria. Spostando il Bagnaccio in un raggio di 700 metri. Il terreno non è di proprietà e il comune non può metterlo a gara.
La proposta è datata settembre 2015.
A dicembre la regione ha chiesto che il documento passi in consiglio comunale e stamani in commissione i dubbi non sono evaporati.
Nel frattempo i gestori hanno avanzato una loro proposta: chiunque vinca la procedura, il Bagnaccio resti dov’è.
Se ne discuterà di nuovo in commissione tra due settimane.
“Vorrei però capire – anticipa Gianmaria Santucci (Fondazione) – di cosa discuteremo. C’è una proposta di giunta per andare a gara e un progetto dei privati.
Da una parte il comune dice, come prevede la delibera, che il Bagnaccio si può fare anche a 700 metri dalla posizione attuale, convogliando l’acqua termale oggetto della sub concessione. Su un altro terreno, visto che quello attuale non è di proprietà e altri non ne possiede.
L’area attuale verrebbe chiusa e di conseguenza le vasche andrebbero ricostruite e rifatto tutto. Mentre l’associazione propone di farlo lì, anche con un altro gestore”.
Giulio Marini (FI) ha qualche dubbio: “Il Bagnaccio è lì, non ha senso spostarlo, non si può fare altrove. Inoltre, in zona ci sono due pozzi abusivi. Spero che prima dell’avviso siano chiusi”.
Anche Livio Treta (Liste civica) è sulla stessa linea: “Se la proprietà mette a disposizione le strutture e l’area esistenti e il comune mette l’acqua, chi vince il bando si prende l’esistente, pagando il valore con una perizia.
Se vince la stessa associazione, ok, altrimenti un altro soggetto subentrerà. Questa mi sembra che possa essere una soluzione”.
C’è un po’ di confusione: “Noi dovremo avere chiaro cosa fare del nostro patrimonio – ammonisce Maurizio Tofani (Oltre le mura) – o noi definiamo una volta per tutte le modalità di gestione acque e infrastrutture, con una sorta di regolamento, o ci ritroveremo ogni volta ad affrontare situazioni singole”.
Dalla maggioranza, Christian Scorsi (Pd) vuole capire cosa sia successo da settembre a dicembre. Non è il solo dubbio. Confusione tanta.
“La delibera di giunta è assurda – avverte Santucci – noi ci opporremo se l’intenzione del comune è separare risorsa mineraria dai terreni.
Non possiamo andare avanti così. E se non si prende in mano la situazione, rischiamo che al 31 dicembre il Bagnaccio chiuda, perché gli uffici, non concederanno altre proroghe”.
Confusione può esserci, perché è la prima volta che si affrontano certi temi, per l’assessore Antonio Delli Iaconi: “Non si era mai discusso del fatto che per pulire le vasche termali – precisa l’assessore Antonio Delli Iaconi – ci sono costi da sostenere. Il comune nei terreni di proprietà spende 40mila euro. Come fare in caso d’uso civico, quando i terreni sono privati e chi gestisce sostenga quei costi è il vero punto.
I 700 metri, poi, sono stati messi altrimenti chiunque pensa di poter fare domanda”.
Siamo ancora in alto mare. Però non tutto va male: “Al Bagnaccio – sottolinea il consigliere Paolo Simoni (Oltre le mura) – c’è stato un miglioramento portato avanti dai gestori.
In passato era conosciuto solo come ritrovo gay”.

