Tarquinia – “Continueremo a lottare per i 20 lavoratori”.
Arriva come una doccia gelata la notizia della chiusura del punto vendita Ingrande di Tarquinia. Mercoledì scorso, l’azienda ha incontrato i 20 dipendenti. Per loro, non sembrano esserci più spiragli. Le lettere di mobilità sono pronte a essere spedite.
Elvira Fatiganti (UilTucs) e Fortunato Mannino (Fisascat-Cisl) non ci stanno. Sono pronti a dare battaglia. Inaccettabile, per loro, l’atteggiamento dell’azienda e ancor più impensabile la possibilità di lasciare per strada 20 famiglie.
“Tre dirigenti della Distribuzione Roma – dicono Fatiganti e Mannino – hanno incontrato i dipendenti del punto vendita per comunicare loro la chiusura. Quel giorno, siamo andati per partecipare alla riunione. Con noi c’era anche il vicesindaco Bacciardi che, da sempre, ha seguito la vicenda.
Non ci hanno fatto entrare. Abbiamo un tavolo aperto in prefettura e ora, proprio Bacciardi solleciterà il prefetto per chiedere un incontro con l’azienda e avere chiarimenti. A oggi, venti persone sono senza lavoro. E’ un delirio”.
I sindacalisti sono disposti a tutto pur di tutelare i lavoratori “Attenderemo l’esito dell’esame congiunto con le segreterie regionali e poi vedremo come muoverci. Puntiamo al ricollocamento di queste persone. Una soluzione che, onestamente, vediamo lontana. Non ci sono, infatti, prospettive nella nostra provincia.
Nel senso che, mandare qualcuno a lavorare a 100 chilometri da qui, è come dirgli di andare a casa. Siamo fortemente preoccupati e faremo di tutto per trovare delle soluzioni. Tra i dipendenti, ci sono ragazzi che si sono sposati e che non possono essere abbandonati in un momento, economicamente, così critico”.
I sindacati puntano il dito contro l’azienda. “Non ha voluto trovare una soluzione. E’ un anno e mezzo che c’è questo tavolo aperto con il comune e la prefettura. Il punto vendita, invece, è stato abbandonato e lasciato alla deriva.
E’ come se ne avessero segnato il destino già da tempo, tenendo venti persone nel limbo. Vogliamo chiarezza. Di certo, non ci fermeremo qui. Il mondo delle cooperative si sta stravolgendo – concludono Fatiganti e Mannino – la distintività della Coop, di fronte a certi scenari, viene a cadere”.

