Viterbo – (p.p.) – “Il Tar ci ha dato ragione sulla revoca del project financing”.
Alvaro Ricci definisce netta e tranciante la sentenza del tribunale amministrativo sull’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano. Il ricorso della Silve, la ditta che avrebbe dovuto occuparsene in cambio della gestione dei servizi cimiteriali comunali, presentato dopo la revoca del project financing, è stato respinto. Ricci gongola.
“La Silve – spiega l’assessore – ha fatto una forte resistenza, chiedendo l’annullamento degli atti già posti in essere per l’ampliamento. Non ci siamo fatti intimorire e siamo andati avanti nella revoca del project financing. Eravamo consapevoli di essere nel giusto. Il Tar ha accolto tutte le eccezioni del comune, respingendo punto per punto quelle presentate dalla ditta.
Non riconosce nemmeno l’indennizzo di 25mila per le spese di progettazione effettuate”.
Ricci, dunque, non cambierebbe una virgola di quanto fatto. “Noi abbiamo sospeso la gara a pochi giorni. Ci hanno dato tutti addosso. Silve ha anche mandato una lettera ai consiglieri, avvertendoli su eventuali responsabilità civili. Abbiamo fatto la scelta giusta, e, probabilmente, se avessimo agito diversamente, forse, avremo avuto problemi”.
L’assessore poi passa ai numeri. “Abbiamo abbandonato il project per due ragioni: la prima è che da mille cremazioni del 2012, siamo passati alle oltre 2500 del 2014 e poi perché prevedeva 750mila euro per l’ampliamento che era comunque un’anticipazione. Riteniamo il nostro progetto più funzionale, sia dal punto di vista strutturale che economico. Dal prossimo contratto, che può essere di concessione o no, vedremo come impiegare i fondi per migliorare il servizio”.
Quindi sulle cremazioni. “Negli ultimi anni siamo arrivati a 2400 persone di cui 2183 da fuori. Un ricavato di un milione di euro con un trend che è in crescita. Viterbo è una buona piazza per la cremazione”.
Il mutuo intanto è stato contratto. “Per una cifra di 327mila euro – continua Ricci -. Ora attendiamo i pareri della Asl e quello per il vincolo idrogeologico per passare ad approvare il progetto esecutivo in giunta. Dopodiché, si andrà alla gara a evidenza pubblica. Rivendichiamo con orgoglio la nostra presa di posizione. Anche contro i consiglieri che ci avevano dato degli sciagurati”.
Pieno appoggio dal sindaco Michelini. “Se cambiano le condizioni che hanno determinato un contratto e siamo nella possibilità di modificarlo, è normale farlo. Ci siamo comportati da buoni amministratori e anche se il project era partito, abbiamo fatto dei passaggi che erano dovuti. Con questo trend di numeri sulle cremazioni, non si poteva prolungare un contratto di concessione anche se l’iter era iniziato. Mi sarei sentito in difficoltà, se fossimo andati avanti su quella strada. Abbiamo difeso l’interesse della città e abbiamo avuto ragione”.
Il progetto è comunque definito. “Verrà realizzato all’ingresso – aggiunge Ricci – e prevede 201 posti, per il primo stralcio, di cui 84 loculi, 84 edicole, 33 sarcofagi e 26 ossari. Appena procederemo alla vendita di questi posti, reinvestiremo i soldi per soddisfare la richiesta futura. Credo potremmo appaltare i lavori entro estate per avere qualcosa di concreto già alla fine dell’anno. Servono una serie di coincidenze positive e che la Silve non ricorra al Consiglio di Stato. Cosa che non penso accadrà, vista la sentenza schiacciante del Tar che ci dà piena ragione”.


