Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 7 aprile è previsto il consiglio comunale straordinario per discutere del Referendum sulla gestione dell’acqua nel comune di Viterbo.
Il 27 febbraio la I Commissione non riuscì a decidere nulla a riguardo. Nessuno si prese la briga di dire Referendum no, Referendum Sì. Ricordiamo che nella giornata della discussione della I Commissione ci furono molti assenti, vedi il segretario generale, il sostituto, i dirigenti eccetera.
Quando, poi ,si trattò di decidere per indire il consiglio comunale, il giorno successivo, prevalse la richiesta di un consigliere di maggioranza di annullare tutto con la motivazione, che tanto, anche il giorno dopo, si sarebbero potute verificare nuove assenze. Tutto questo avvenne sotto gli occhi dei cittadini.
Il “Comitato Non ce la beviamo” consegnò più di 3400 firme in data 19 ottobre 2015 per indire questo Referendum. I viterbesi vogliono una gestione pubblica dell’acqua lo ribadirono anche durante il Referendum 2011.
A questo punto cerchiamo di capire cosa avverrà il 7 aprile. Si troverà ancora qualche cavillo per non procedere con il consiglio comunale straordinario, magari facendo mancare il numero legale da parte dei consiglieri di maggioranza?
Noi cittadini continueremo a batterci perché il comune di Viterbo dia una risposta. Che i consiglieri di maggioranza e opposizione abbiano il coraggio di metterci la faccia, con un sì o un no, perché i cittadini vogliono sapere come la pensano.
Inoltre, che i nostri rappresentanti politici si informino quanti comuni nel Lazio, avendo avuto l’entrata del privato nella gestione comunale dell’acqua, hanno, ora, intenzione di tornare indietro.
Bisogna fare il bene dei cittadini perché il bene pubblico non ha niente a che fare con l’arricchimento del capitale privato.
Comitato “Non ce la beviamo”
