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“Consiglio inadempiente, rischio omissione atti d’ufficio”

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Marco Ciorba

Marco Ciorba

Marco Ciorba

Marco Ciorba

Viterbo - Consiglio comunale - Insogna e Moltoni (Gruppo Gal)

Viterbo – Consiglio comunale – Insogna e Moltoni (Gruppo Gal) 

Viterbo – La crisi sarà pure finita eppure oggi il consiglio comunale è saltato di nuovo.

Troppe assenze in maggioranza e la seduta non parte. Primo appello a vuoto. Idem per il secondo.

All’appello mancano Troili, Volpi, Serra, Frittelli, Mongiardo e Cappetti del Pd e Filippo Rossi (Viva Viterbo).

Gli altri ci sono, ma la minoranza esce e la seduta va deserta.

Peccato per le interrogazioni, parte seconda, ma sopratutto peccato, ma nemmeno tanto, per il primo punta che sarebbe dovuto andare in discussione subito dopo, quello sulla situazione di Chicco Moltoni (Gal).

Forse proprio per evitare di discutere un argomento abbastanza delicato, qualcuno ha pensato d’approfittare della bella giornata di sole e dedicarsi ad attività all’aria aperta.

Il presidente del consiglio Marco Ciorba non ha gradito e convoca la stampa nel suo ufficio.

“E’ andato deserto il consiglio – dice Ciorba – erano previsti interrogazioni e quindi l’obbligo istituzionale, da parte del consiglio, trattare la decadenza di un consigliere.

Non entro nel merito dell’argomento, ma le assenze sistematiche non permettono d’esercitare le funzioni del consiglio comunale. Il consiglio è inadempiente rispetto all’articolo 69 e successivi”.

Con possibili pesanti ripercussioni: “Significa che può essere contestata l’omissione atti di ufficio.

Mi appello al senso di responsabilità dei consiglieri.

Se qualcuno pensa che io convochi di nuovo il consiglio dopo l’approvazione del bilancio, si sbaglia.

Riconvoco la seduta la prossima settimana con gli stessi argomenti della seduta andata a vuoto oggi. Non si tratta di maggioranza o minoranza. Il rispetto delle leggi riguarda tutti. C’è un procedimento in atto, previsto da normative della Repubblica italiana”.

Procedimento che riguarda il consigliere il consigliere Chicco Moltoni e la sua procedura di decadenza. “Iniziata mesi da. In tutti i consigli c’è stata la richiesta sempre d’anticipare il punto e il consiglio l’ha bocciato.

Non entro nel merito, ma ogni consigliere ha l’obbligo d’affrontare il tema, secondo coscienza”.

C’è la prefettura che bussa alla porta di palazzo dei Priori.

“Ci sono state sollecitazioni, la stessa prefettura si vede costretta a fare l’azione popolare. Vuol dire che ‘è una mancanza. Il consiglio comunale è inadempiente”.

Altrimenti si corrono rischi: “Che qualcuno fuori dal comune pensi che qui si sta difendendo la casta. Invece occorre votare. Si no, o astensione”.

La prossima settimana, altro tentativo. Prima il consiglio comunale straordinario sui rifiuti, quindi il recupero di quello andato oggi a vuoto e poi l’altro, aperto, con i presidenti dei consigli territoriali. Sperando in migliore fortuna.

 


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