Viterbo – Alle ex Terme Inps 10 litri d’acqua al secondo, 23 all’impianto dei Papi e la rimanente del Bullicame per quelle libere.
In comune si esercitano nella divisione delle acque. Termali.
La struttura chiusa da decenni è in attesa di recupero. A quanto pare a palazzo dei Priori ci stanno lavorando.
“Gli uffici – spiega in seconda commissione l’assessore Antonio Delli Iaconi – sono al lavoro sull’istruttoria del project financing presentato. Se confermato il pubblico interesse, va a gara, una volta che il consiglio comunale avrà approvato il bando.
La portata d’acqua a disposizione sarà di dieci litri al secondo”.
Alla quantità, a palazzo dei Priori sono arrivati dopo lo studio commissionato all’università, sui consumi della vicina struttura dei Papi.
“Sull’uso di 17 litri al secondo – spiega Delli Iaconi – alle Terme dei Papi per i fanghi e cure, lo studio non entra. Lo fa per l’acqua alla piscina.
La quantità media attuale è 15 litri al secondo. Ci sono diverse ipotesi per avere un risparmio, dalla riduzione della planimetria alla copertura notturna per conservare la temperatura, a un sistema di riciclo.
Interventi che possono portare la necessità da 15 a 5 litri al secondo.
Useremo questi dati quando nel 2017 dovremo riassegnare la sub concessione delle risorse termali.
Il rinnovo è il prossimo anno, ma lo abbiamo già chiesto da tempo. In regione il bando informalmente ci dicono che è pronto, ma non se ne hanno notizie ufficiali”.
Due anni fa l’amministrazione approvò una delibera che limitava a 23 litri al secondo l’uso per le Terme dei Papi.
“Oggi siamo ancora nel limbo – ricorda Giulio Marini – siete al governo da tre anni ormai. Qualcosa sul termalismo lo dovrete dire. Così come sul provvedimento. E’ operativo?
Penso che sia tempo che il direttore di miniera si muova.
Non c’entra niente, ma giusto per fare un esempio, sono anni che sulla Cassia nord ci sono due pozzi abusivi. Ero sindaco quando fu stabilito di chiuderli. Ancora sono lì”. Si rischia di perdersi tra i vapori.
Tornando all’argomento principale: “Non è vero che nulla è stato fatto – ribatte Delli Iaconi – intanto c’è la delibera che limita l’uso d’acqua. Confermata dal Tar. Il comune va avanti su questa strada, è stato adottato un sistema di controllo in remoto per avere visionare la portata e lo studio dell’università ci consente al momento opportuno di mettere a gara la quantità giusta”.
Gianmaria Santucci (Fondazione), però, si chiede se la delibera sia rispettata e se come previsto, siano stati adottati gli accorgimenti previsti.
Per le ex Terme Inps, poi, dal 2004 c’è una delibera con cui si convoglia l’acqua delle Zitelle, che oggi finisce nei campi.
Proposta approvata nel 2014 dalla commissione in regione, dieci anni dopo. Manca però il decreto. “Se con gli attuali 40 litri circa – osserva Delli Iaconi – riusciremo ad alimentare le Terme dei Papi, le ex Inps e quelle libere, c’è spazio anche per l’altro progetto alle Zitelle per tre litri al secondo”. Tante idee. Attenti a non farle evaporare.
Giuseppe Ferlicca



