Bassano Romano – Droga e furti.
Sarà subito processo per sei indagati dell’operazione “Jackpot”, il blitz dei carabinieri che ha stroncato un traffico di stupefacenti assortiti dalla capitale a Bassano Romano.
Il pm Paola Conti ha ottenuto il giudizio immediato: processo diretto a dicembre, bypassando l’udienza preliminare.
L’indagine parte a inizio 2015 da una serie di furti nella bassa Tuscia. Dall’impennata dei reati contro il patrimonio allo spaccio è un attimo: per gli inquirenti, svaligiare esercizi commerciali sarebbe servito agli indagati per finanziare l’acquisto di eroina, cocaina e hashish.
La svolta, quando uno dei presunti autori dei furti viene trovato in possesso di un panetto di droga. Gli arresti scattano nel gennaio 2016: 11 persone ai domiciliari e 3 con l’obbligo di firma.
I carabinieri ricostruiscono l’intera filiera degli stupefacenti: dai fornitori romani ai venditori al dettaglio a Bassano. Una “catena illecita degli stupefacenti – scrive il gip Stefano Pepe – che da Roma termina la sua espansione verso le piazze di spaccio di questa provincia”.
Tante intercettazioni e tanti appostamenti dei carabinieri per poi scoprire che molti degli scambi tra fornitori romani e venditori al dettaglio viterbesi avvengono sempre al “solito posto”: un cortile in viale Duilio Cambellotti, traversa di via di Tor Bella Monaca, accanto a una Classe A scura sfasciata.
Il giudizio immediato viene chiesto dagli inquirenti quando ritengono di avere in mano prove schiaccianti. Il processo riguarderà il primo furto in assoluto che ha dato il via alle indagini: 3000 euro di pacchetti di sigarette rubati da un bar a Bassano. E poi un decespugliatore, una falciatrice e materiale elettrico vario insieme a 80 chili di nocciole portati via da un casolare nella campagna bassanese. Più vari episodi di spaccio e una presunta ricettazione per aver cercato di rivendere merce rubata. Accuse contestate a vario titolo.

