Pescia Romana – (r.s.) – Un intero paese saluta Gian Marco Benni.
In tanti ai funerali del 22enne morto nel tragico incidente di ieri sull’Aurelia (L’incidente: video – fotocronaca – slide).
La chiesa di san Giuseppe a Pescia Romana è piena. Gli occhi di chi siede sui banchi o è in piedi sono bassi: c’è chi li ha gonfi e rossi di lacrime, chi tristi e profondamente spenti (I funerali: video – fotocronaca – slide).
Ai piedi dell’altare il feretro di “Benni” – come Gian Marco si faceva chiamare da amici e parenti – è circondato di fiori.
In prima fila mamma Patrizia e papà Giovanni sono dilaniati dal dolore: hanno perso il loro unico figlio e il vuoto è incolmabile.
A celebrare la messa don Pablo Martin Sanguiao. Anche lui si è trovato spiazzato difronte a questa morte.
“Come si fa a parlare di vita quando ci si trova davanti la salma di un 22enne? – si domanda il sacerdote nell’omelia -. È difficile, tanto difficile perché la rabbia prende il sopravvento e poi il dolore la sovrasta.
In questo momento di disperazione vedere la speranza è complicato: non c’è dolore più grande della perdita di un figlio.
Come si fa allora ad alleviare il dolore alla famiglia di Gian Marco? Con il silenzio e la preghiera. Se ragioniamo con umanità, infatti, riusciamo solo a vedere che Gian Marco è morto e un profondo dolore ci attanaglia.
Non dimentichiamoci di lui, del suo sorriso. Ricordiamolo come un ragazzo puro, gioioso e pieno di vita. Gian Marco ci ha insegnato che bisogna vivere nel bene perché il bene lascia amore, per sempre.
Ti salutiamo Gian Marco con tutto il cuore. Ti vogliamo ringraziare per la tua semplicità e cortesia, sincerità e umanità”.
“Benni” è morto all’alba di domenica. Rientrava, insieme a un amico, da una serata in discoteca. Alle 6,30 la Ford Fiesta sulla quale viaggiavano è finita fuori strada. Forse per un colpo di sonno o forse per una distrazione si è cappottata per una decina di metri sui campi. Per “Benni” non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. L’amico, invece, è uscito miracolosamente illeso da quell’ammasso di vetri e lamiere.
Al termine della cerimonia, il feretro di Gian Marco è stato portato a spalla fuori dalla chiesa. Qui amici e parenti l’hanno salutato sulle note di Hallelujah di Jeff Buckley. Poi con un lungo applauso e in corteo lo hanno accompagnato al carro funebre.
Il ricordo degli amici: “Il tuo sorriso è sempre con noi. Ciao Gimbo”, si legge su uno striscione.








