Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 15 aprile, Archeoares ha avuto l’onore di ospitare lo storico dell’arte Gianni Papi presso il Polo monumentale Colle del Duomo: argomento principale dell’incontro è stato l’artista viterbese Bartolomeo Cavarozzi. Papi ha sottolineato più volte l’importanza e la statura europea dell’artista che lui stesso definisce “una grande gloria per la città di Viterbo.
Papi ha spiegato le influenze di Michelangelo Merisi, più noto come Caravaggio, sull’attività del Cavarozzi ed evidenziato quanto questi fosse dotato di una tecnica tale che, in diverse occasioni, quadri in un primo momento attribuiti al Caravaggio sono stato poi riconosciuti come del Cavarozzi.
In giorni in cui i giornali di tutto il mondo hanno parlato del Merisi e dell’opera ritrovata in una soffitta di un’abitazione privata in Francia, aver offerto alla nostra città l’opportunità di avere un confronto con uno dei massimi studiosi e conoscitori italiani di Caravaggio e dei caravaggeschi, che si è espresso anche su questa vicenda, è senz’altro per noi motivo di vanto e di orgoglio.
L’incontro è stato strutturato come un’intervista a Gianni Papi tenuta dallo storico dell’arte Antonio Rocca, format che ha riscontrato un notevole successo da parte dell’attento pubblico.
Per chi non ha potuto prendere parte all’evento, è possibile recuperare alcuni contenuti tramite il sito internet www.archeoares.it, i tweet pubblicati per la diretta da Archeoares o le foto sul profilo Istagram del Polo monumentale Colle del Duomo; una breve intervista a Gianni Papi è, invece, presente sul canale YouTube della società.
Giorgia Di Fusco
Gianni Papi è uno dei massimi studiosi di Caravaggio e dell’ambiente caravaggesco aRoma e a Napoli. Ha curato le mostre: Artemisia (Firenze, 1991); Giovanni Serodine 1594/1600 – 1630 e i precedenti romani (Rancate, 1993); Il genio degli anonimi (Milano, 2005), La “schola” del Caravaggio. Dipinti dalla Collezione Koelliker (Ariccia, 2006); Andrea Commodi (Firenze, 2012). Ha pubblicato i seguenti volumi monografici: Cecco del Caravaggio (1992 e 2001), Orazio Borgianni (1993), Andrea Commodi (1994), Antiveduto Gramatica(1995), GerritHonthorst in Italia (1999), Spadarino (2003), Bartolomeo Manfredi (2013) e l’ultimo appenauscito su Bartolomeo Cavarozzi (2015).
Ha pubblicato numerosi contributi nelle maggiori riviste (da ‘The Burlington Magazine’ a ‘Storia dell’arte’, da ‘Arte cristiana’ a ‘Ars Magazine’, da ‘Artibus et historiae’ a ‘Studi di storia dell’arte’), fra i quali spiccano i quarantacinque articoli in ‘Paragone’.
Dal 2002 ha rivoluzionato gli studi su Ribera e sull’ambiente artistico del primo Seicento a Roma, recuperando la fase giovanile del grande pittore di Jativa, riconoscendo in lui l’autore dei dipinti fino a quel momento assegnati a una personalità anonima, il Maestro del Giudizio di Salomone. Sono seguiti numerosi contributi sull’argomento, che l’hanno meglio approfondito e ampliato, contributi che sono culminati nella monografia del 2007, Ribera a Roma, e nella mostra Eljoven Ribera (2011) al Museo del Prado. Alla Galleria degli Uffizi di Firenze ha curato le mostre Caravaggio e caravaggeschi a Firenze (2010) e Gherardo delle Notti (2015).
