Viterbo – (g.f.) – “A livello nazionale si sta affrontando il problema alla luce dell’esito del referendum, io mi muovo sullo stesso ambito”.
L’acceso consiglio comunale sulla gestione pubblica dell’acqua si è chiuso da poco e il sindaco Leonardo Michelini tira le somme. La proposta della minoranza bocciata senza riserve.
L’ordine del giorno di Chiara Frontini è stato bocciato. La maggioranza ha votato contro, a eccezione di Melissa Mongiardo (Pd), favorevole e Christian Scorsi (Pd) che non si è espresso.
Lo scontro è stato duro, la seduta è stata anche sospesa e la ventina di rappresentanti del comitato Non ce la beviamo fatti uscire. Per evitare lo scontro diretto. C’è mancato poco.
“L’argomento – continua Michelini – va affrontato senza preclusioni ideologiche. Non credo che l’ordine del giorno andasse in quella direzione”.
Troppi divieti e troppe imposizioni. “Roba da Soviet – continua Michelini – non era condivisibile. Anche perché si parla della gestione, ma nessuno si preoccupa del bene acqua. E del fatto che tutti noi paghiamo in bolletta le perdite nel sistema di distribuzione.
Questo è un vero problema. Invece ho visto tanta demagogia e poca volontà di trovare una soluzione che fosse la più condivisa possibile”.


