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“Sono un imbecille, ho creduto a gente non seria…”

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Italo Leali

Italo Leali 

Viterbo – (g.f.) – “Sì, sono un imbecille, ho creduto alla parola di persone non serie”.

Fondi al Tuscia in Jazz, al direttore Italo Leali le ragioni dell’assessore Antonio Delli Iaconi non vanno giù.

Leali conta 14mila euro non ricevuti per concerti realizzati a Viterbo, ma dal comune fanno sapere che non c’erano impegni e nulla era dovuto.
“Posso accettare tutto – osserva Leali – anche d’avere ormai perso quei soldi. Sui 14mila euro ci ho messo una pietra sopra già a settembre, ma non d’essere preso in giro. E’ troppo”.

Perché preso in giro?
“L’assessore Delli Iaconi ha dichiarato in conferenza stampa all’epoca sui fondi. L’auspicio era che l’iniziativa sarebbe stata finanziata, sperava Delli Iaconi, come l’anno precedente. Sperare non vuol dire zero. Se avessi ricevuto di meno, magari me la sarei presa, invece niente. Ci sono le registrazioni di quanto detto in conferenza. E se non dovesse bastare, ci sono le foto ai concerti con il sindaco Michelini, l’assessore Delli Iaconi e il collega Ricci”.

In conferenza stampa, però, l’assessore aveva fatto presente anche le difficoltà di bilancio. Poi, sperare di finanziare l’iniziativa, vuol dire che non c’era nulla di stabilito. Ha organizzato la manifestazione senza nulla di concreto?
“Mi hanno detto faremo dopo. Secondo lei, io organizzo un evento con 300 persone da tutto il mondo e non ne ho parlato prima? C’erano problemi di bilancio. Nel 2014 è accaduto lo stesso. Lo so che a marzo i comuni non avendo approvato i bilanci non possono impegnarsi. Poi una volta approvato, liquidano. L’anno precedente, ripeto, è accaduto lo stesso. Addirittura a settembre, ma i soldi sono arrivati. Non ho protestato. Succedeva anche a Ronciglione”.

A proposito, perché ha deciso di lasciare Ronciglione?
“Io ci tengo molto a precisarlo. Mia sorella è capo gabinetto al comune. Il sindaco è mio amico e me ne sono andato perché reputo la situazione imbarazzante. Per questo”.

Perché, come le è stato suggerito, non ha partecipato al bando fondi per le frazioni?
“Perché avrei dovuto? A Bagnaia non avevo concerti in programma. Perché partecipare?”.

I concerti erano a pagamento?
“Abbiamo avuto 3.500 paganti e 2mila gratis. L’assessore ricorda quelli a pagamento, ma dovrebbe citare pure quelli gratuiti, o le borse di studio a una decina di ragazzi del Minifestival. Le ho concesse per consentire loro di studiare con i grandi della musica. Mi sarei aspettato che qualcuno dicesse: scusate abbiamo sbagliato. Invece mi si vuol far passare da pazzo. Ebbene sì, sono un imbecille, che ha creduto alla parola di persone non serie”.

Hanno sbagliato solo in comune?
“Sbagliamo tutti, io pure, organizzando concerti faccio errori. Anche Viterbo è colpa mia, per averci rimesso i soldi. Di mestiere faccio l’assicuratore, non l’organizzatore di spettacoli. Ho perso soldi, dopo gli ottomila che ci avevo già rimesso col famoso bando per la cultura”.


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