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“Indovina chi viene a cena?”… e arriva il vescovo Fumagalli

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Canepina - "Indovina chi viene a cena"

Canepina – “Indovina chi viene a cena”

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Canepina – “Indovina chi viene a cena”

Canepina – “Indovina chi viene a cena€?” E arriva il vescovo a parlare di misericordia. Citando Horkheimer.

L’€™invito era arrivato direttamente a casa, un mese fa. “€œIndovina chi viene a cena”€, al Rosso Vignale di Canepina l’8 aprile, per condividere momenti di riflessione e incontro”. Firmato don Gianni Carparelli, parroco del centro cimino.

“€œI posti saranno limitati”€, informava la missiva, che specificava anche il costo a carico del destinatario (modesto per il menù offerto) e che quello sarà il primo di altri incontri a tema. Destinatari della missiva (che di volta in volta ruoteranno) alcuni cittadini di Canepina impegnati in varie attività pastorali, rappresentanti delle associazioni, artisti.

Abbastanza per stimolare la curiosità dei riceventi, che dovevano rispondere con un si o con un no. Tra gli altri il consigliere regionale Enrico Panunzi, il sindaco Aldo Moneta, la vice Manuela Benedetti, l’assessore Carlo Palozzi, il consigliere comunale Armando Paparozzi. Poi il giornalista Francesco Corsi.

E “d’€™oltreCimino”€ Filippo Rossi e Andrea Baffo di Caffeina, l’ideatore della macchina di Santa Rosa Raffaele Ascenzi, l’ex procuratore Carlo Maria Scipio. E soprattutto un ospite a sorpresa, il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, arrivato insieme al direttore della scuola musicale “€œCeccarini”, don Roberto Bracaccini.

Conversazioni piacevoli, ambiente elegante, cibo ottimo preparato dallo chef  Tiberio Proietti e dalla sua brigata (a proposito: tenerlo d’occhio per il futuro). Ma la pietanza forte è stata servita a metà della cena, quando a tutti i commensali è arrivato, servito come una portata e incluso nel prezzo, “€œil piatto del capo”€: una copia del libro €œIl nome di Dio è misericordia€ di Papa Francesco.

E lì si è mantenuta la promessa dell’€™invito, ecco il momento della riflessione con monsignor Fumagalli che ha spiegato il senso dell’€™anno giubilare, cosa significhi veramente misericordia, come essa cambia le vite degli uomini. E lo ha fatto con parole che hanno lasciato il segno.

Misericordia come chiave fondamentale della cristianità che porta a superare il proprio io e cum-patire con l’€™altro. Misericordia come compassione e comportamento attivo per combattere la miseria e l’€™ingiustizia. Misericordia come messaggio profetico capace di far dialogare il mondo.

Poi la citazione che non t’€™aspetti, quella del fondatore della scuola di Francoforte, il marxista Max Horkheimer e la sua “Nostalgia del totalmente altro”€ visto che l’€™esistenza terrena “€œnon può essere qualcosa di assoluto”€, che “€œnon è ciò che è ultimo”€.

Il prossimo appuntamento è già fissato per il 29 luglio, quando si parlerà di un progetto di recupero per un ospedale della Colombia, curato anche da architetti canepinesi. Ma non sono escluse sorprese.

Red


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