Viterbo – (g.f.) – “Non ci sono margini di trattativa, l’impianto non lo devono fare”.
Stoccaggio e condizionamento fanghi, sale la protesta a Montefiascone e il sindaco Luciano Cimarello si dice fortemente contrario.
“Io e l’intera amministrazione siamo fermamente convinti – osserva il primo cittadino – nel portare avanti la battaglia e fare di tutto per non farlo realizzare”.
In regione Daniele Sabatini, capogruppo Cuoritaliani, ha annunciato un’interrogazione affinché si trovino soluzioni alternative.
“Creerebbe grossi problemi – insiste il sindaco Cimarello – trovandosi a ridosso del centro, in zona Madonnella, densamente abitata, con il continuo transito di mezzi”.
La parola passa alla conferenza dei servizi, in provincia, ente competente.
L’impresa deve presentare l’integrazione richiesta. Intanto a Montefiascone prosegue la mobilitazione.
Il comitato Montefiascone senza fanghi, sorto per opporsi al progetto proposto dalla ditta Salemme, sta raccogliendo firme.
“L’impianto – si legge nella petizione – è situato in una zona urbanizzata e dista pochi metri dall’abitazione più vicina.
Nonostante il parere favorevole dell’Asl, cui facciamo appello per una rivalutazione del parere, riteniamo che gli odori e le lavorazioni insalubri all’interno dello stabile e fuori, siano dannosi per le persone che abitano nelle vicinanze”.
Il comitato individua altri elementi di preoccupazione: “La zona scelta obbliga i camion che trasportano fanghi a passare all’interno di un centro abitato di rilevanza turistica non indifferente, con problemi di traffico, odori e sicurezza”.
I cittadini chiedono un intervento anche alla regione: “Per verificare la reale necessita di un impianto del genere e se necessario, individuare una zona logistica meno invasiva e soprattutto da collocarsi il più vicino possibile ai luoghi di produzione dei fanghi”.
Fanghi da acque reflue provenienti da Roma e altre grandi città.
