Viterbo – (g.f.) – Mense scolastiche, addio alla tariffa unica. In consiglio comunale arriva la rimodulazione dei costi, dopo quasi un anno di dibattito.
E’ una delle tariffe in vista del bilancio di previsione 2016. Approvata all’unanimità con l’astensione di alcuni consiglieri d’opposizione.
Dal prossimo anno scolastico si cambia, con una diversificazione non solo per reddito Isee, ma anche tra residenti e non.
Fino a 2000 euro non si paga.
Da 2001 8.500 euro, 2 euro per il primo figlio e un euro e 50 per il secondo figlio. Da 8.501 a 18mila euro, 2,5 euro per il primo e 2 euro per il secondo.
Da 18.001 a 29mila euro, tre euro per il primo figlio e 2 euro e 50 per il secondo. Da 29.001 euro a 40mila, 4 euro e 25 per il primo figlio, 3 euro e 75 per il secondo.
Oltre 40mila si paga 5,16 euro per il primo figlio, ovvero l’intero costo sostenuto dal comune per singolo pasto e 4,50 euro per il secondo.
Il terzo figlio è sempre gratuito. Chi non presenta la dichiarazione Isee, paga la fascia più alta, mentre chi non è residente nel comune di Viterbo, paga il ticket della fascia più alta rispetto a quella d’appartenenza.
Da 2001 a 8.500, ad esempio, chi è di Viterbo paga due euro per il primo figlio e 1,50 per il secondo.
Un utente che rientra nella stessa fascia di reddito ma risiede in un altro comune, paga 2,5 euro per il primo e 2 per il secondo figlio, come se appartenesse alla fascia successiva, da 8.501 a 18 mila euro. E così via.
Altro giro, altra tariffa. Si passa alla Tari. Rifiuti.
Calcolando l’adeguamento Istat per i servizi, previsto da contratto, si arriva a quasi il 5% in più.
“La ditta ci ha chiesto molto di più – osserva il sindaco Leonardo Michelini – l’adeguamento Istat, dovuto, pesa per 338mila euro su un costo del servizio pari a 9 milioni 277mila euro. Ovvero, il 3,65%.
L’aumento totale è di poco inferiore al 5%”.
Contrario alla crescita della tariffa si è schierato Goffredo Taborri (Conservatori e riformisti): “In un momento di crisi come questo non è accettabile aumentare le tasse. Io non lo voterò mai. Non contesto l’aumento Istat, se ne faccia carico l’amministrazione, riducendo altrove. Qui ci dite che non si può fare”.
Ma a far lievitare la tariffa sui rifiuti è anche il malcostume da parte di cittadini.
La raccolta differenziata in modo improprio ha un costo. Gettare rifiuti nel giorno sbagliato o l’abbandono dei rifiuti. “E’ bene che si sappia – osserva Giulio Marini (FI) – solo per il centro storico si pagano 75mila in più, per regole cui non si adeguano alcuni cittadini”.
Alla fine la delibera con l’aumento sulla Tari è approvata con 15 voti favorevoli. Astenuto il consigliere Marco Volpi (Pd), contraria la minoranza.
Il consiglio comunale è iniziato con una dolce attesa.
Come previsto, alle 15.30 la maggioranza non ha i numeri. Chiamata in fretta e furia Patrizia Frittelli (Pd), arrivata di corsa. Non esattamente di buonumore.
Quindi Martina Minchella. La sua presenza era data per le 17.30, arriva con largo anticipo, inutilmente.
Perché dopo il primo appello abbondantemente dopo le 16, è stata convocata una provvidenziale e per nulla non casuale riunione di capigruppo.
Per ammazzare il tempo, in attesa che il centrosinistra raggiunta la fatidica quota 17. Considerando che Troili e Cappetti non ci sono, anche una sola assenza fa la differenza, con l’opposizione non disposta a mantenere il numero legale, ma che benevolmente concede un paio d’ore alla maggioranza.


