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Nel blu dipinto di blu…

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Viterbo - Giornata mondiale Autismo - Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo – Giornata mondiale autismo – Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo - Giornata mondiale Autismo - Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo – Giornata mondiale autismo – Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo - Giornata mondiale Autismo - Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo – Giornata mondiale autismo – Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo - Giornata mondiale Autismo - Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo – Giornata mondiale autismo – Palazzo dei Priori si tinge di blu

Viterbo – 100mila. Sono 100mila i bambini e gli adolescenti italiani con una diagnosi di autismo: uno su cento, la maggior parte sono maschi.

A loro e a tutti i malati di autismo del mondo è dedicata la giornata internazionale della consapevolezza, istituita per il 2 aprile dall’Onu nel 2007.

Per l’occasione i più importanti monumenti del mondo si tingono di blu, il colore scelto per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa sindrome: dall’Empire state building di New York, al Cristo redentore di Rio de Janeiro, passando per Palazzo Montecitorio a Roma.

Sono tante le piazze e i monumenti d’Italia che si illuminano del colore della consapevolezza. Tra questi anche Palazzo dei Priori, sede del comune di Viterbo. “Tutti noi – dice il sindaco Leonardo Michelini – possiamo contribuire a migliorare la qualità della vita di queste persone e sostenere la ricerca scientifica”.

In Italia i malati di autismo sono spesso chiamati disabili invisibili. Non solo perché la maggior parte di loro sono incapaci di costruire relazioni, ma soprattutto perché la sindrome è ancora classificata come una semplice patologia dello sviluppo. Esiste fino ai 18 anni, poi da invisibili si diventa dei veri e propri fantasmi.

Dall’autismo non si guarisce, si può semplicemente lottare per renderlo compatibile con le sfide quotidiane.

Per le famiglie si apre così il baratro: dai banchi di scuola gli adolescenti sono condannati a trascorrere mattina, pomeriggio e sera in casa o al passare l’intera giornata in centri diurni o residenze con il pericolo che le interazioni e l’apprendimento si riducano sempre più, fino a diventare inesistenti.

Ovviamente non mancano realtà d’eccellenza e alcuni “raggi di sole” che alimentano la speranza di costruire un futuro. Insomma, qualcuno ce la fa, ma sono solo gocce nel mare.

A tutti gli altri restano i genitori come unico punto di riferimento. Per gli adulti invece ci sono le Rsa: residenze sanitarie assistenziali che accolgono tutti i tipi di disabilità, da quella psichica a quella motoria.

Raffaele Strocchia


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