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Omicidio del Riello, Battaglia chiede l’abbreviato

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia 

Federico Venzi

Federico Venzi 

Viterbo - Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione 

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione 

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione 

Omicidio del Riello - La conferenza stampa

Omicidio del Riello – La conferenza stampa 

Viterbo – Omicidio del Riello, Battaglia chiede l’abbreviato.

Il 23enne accusato di aver ucciso un uomo a pugni a settembre ha scelto un rito alternativo.

Dopo la richiesta della procura, che voleva mandare subito a processo Sabato Battaglia, il suo avvocato Antonella Durano deposita una richiesta di rito abbreviato condizionato ad ascoltare il consulente medico legale della difesa, giunto a conclusioni diverse da quelle del medico legale nominato dal pm, Mariarosaria Aromatario che eseguì l’autopsia.

Secondo il consulente dell’accusa, la causa della morte è chiara: Federico Venzi, 43enne romano residente a Caprarola, è stato soffocato dal suo stesso sangue e dai materiali organici ingeriti dopo i pugni letali di Battaglia che gli hanno rotto la mandibola, incrociato per caso alla rotatoria del Riello all’alba del 27 settembre.

Per la difesa, la ricostruzione è diversa e può ancora aprire a un alleggerimento dell’accusa da omicidio volontario a preterintenzionale. Pena massima: diciott’anni, più l’eventuale sconto di un terzo per il rito abbreviato.

Significherebbe, per Battaglia, uscirne con una pena relativamente bassa in caso di condanna.

Ma in mezzo ci sono tanti se. Il primo: se l’accusa si alleggerirà. Perché in caso di massima richiesta di pena, Battaglia rischia trent’anni o addirittura la prospettiva dell’ergastolo, possibile ma improbabile per la sua giovane età.

Il secondo se riguarda proprio il rito. La difesa chiede l’abbreviato condizionato ma non è detto che il gip sia d’accordo.

Se respingesse la richiesta, Battaglia andrebbe direttamente a processo con rito abbreviato ma senza poter ascoltare il suo consulente medico legale.

Una possibilità in più di convincere il giudice che non si è trattato di omicidio volontario, ma solo lo stesso giudice potrà concederla.


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