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Referendum trivelle, 248mila cittadini chiamati al voto

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Un seggio elettorale

Un seggio elettorale 

Viterbo – Seggi aperti per il referendum.

Domenica 17 aprile dalle ore 7 alle 23 i cittadini italiani sono chiamati a esprimersi sul referendum abrogativo sulle trivelle. Un referendum per decidere se abrogare una norma che permette di estendere le concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa fino all’esaurimento del giacimento.

Nella Tuscia i cittadini chiamato al voto sono 248.207, di cui 120.766 maschi e 127.841 femmine.

In totale gli italiani elettori sono 46.887.562 elettori, di cui 22.543.594 maschi e 24.343.968 femmine.

Lo scrutinio dei voti inizierà alle ore 23 di domenica 17 aprile, subito dopo la chiusura delle operazioni di voto.

Per votare bisognerà andare al proprio seggio elettorale nel comune di residenza con un documento e la tessera elettorale. Chi non trovasse più la tessera può farne richiesta fino al giorno precedente il referendum negli uffici del proprio comune.

La scheda per votare è una sola e di colore giallo. Per votare si dovrà fare una croce sugli spazi “sì” o “no” relativi a questa domanda:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Il referendum quindi non riguarda le concessioni per nuove trivellazioni, che sono già vietate entro le 12 miglia, ma la possibilità per gli impianti esistenti di proseguire le attività estrattive in corso finché i giacimenti non saranno esauriti. Le concessioni per le trivelle attive in Italia sono oggi 31, di cui 5 non produttive nel 2015. Chi vuole limitare le estrazioni dovrà semplicemente fare una croce sul “sì”. Chi vuole che continuino fino a esaurimento invece sul “no”.

Perché il risultato del referendum sia valido bisognerà raggiungere il quorum, dovrà recarsi alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritto.

 

 


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