Viterbo – Bullicame a secco, se non si sistema pozzo san Valentino c’è poco da fare.
A Giulio Marini (FI), dopo una visita all’area termale pubblica è stato preso dallo sconforto per lo stato di degrado e incuria in cui versa.
L’assessore Antonio Delli Iaconi prova a consolarlo, con scarso successo.
“Fino a che pozzo san Valentino non sarà chiuso, la situazione rimane quella – osserva Delli Iaconi – si può risolvere solo con l’apertura di un nuovo pozzo e la chiusura del vecchio”.
Sarebbe facile, se di mezzo non ci fosse la regione. Titolata a decidere.
“Ci deve concedere un ampliamento della concessione – osserva l’assessore – perché il pozzo nuovo si trova al di fuori.
L’abbiamo chiesto fin dallo scorso anno”. Marini si meraviglia: “Sono passati sedici mesi e avete fior fiori di consiglieri regionali”.
La replica non è meravigliosa. “Ci sono complicazioni legate al contenzioso giuridico in atto al Tar. Il nostro compito attualmente è assicurare l’alimentazione del Bullicame e non far chiudere un’attività economica importante che ha bisogno d’acqua”.
In generale, il parco termale per l’assessore non è messo così male.
“Ci vado spesso, la situazione non è proprio apocalittica”.
Dipende da cosa s’intende per apocalisse.
“Fino a pochi giorni fa – ricorda Marini – l’erba era alta un metro e mezzo, è stata tagliata ma il degrado resta.
Sono stati spesi pochi anni fa 130mila euro per riqualificare l’area, soldi buttati. Un vero peccato.
Mi sarei aspettato una situazione migliore, è in condizioni disastrose, per questo m’è presa la depressione”.
Ci fosse acqua a sufficienza, potrebbe fare un bagno consolatorio.
Giuseppe Ferlicca



