Viterbo – Sessant’anni fa il “nevone” a Viterbo.
Sono passati ormai circa sessantanni, erano precisamente i mesi di febbraio e di marzo del 1956, da quando a Viterbo ci fu il famoso “nevone”. Un’ondata lunga di freddo memorabile e molte nevicate che furono determinate da un insieme di elementi che crearono in Italia, e in Europa, una situazione meteorologica difficilmente ripetibile.
Tutto cominciò nei primi giorni del mese di febbraio con un cattivo tempo e temperature bassissime: a Venezia fece -6, la bora a Trieste cominciò a soffiare a 130 chilometri orari, con forti nevicate a Bologna, (20 cm.), a Milano e sul Lago Maggiore.
Il giorno 2 febbraio nevicava su tutta l’Italia del nord. Al Brennero il termometro segnò -26°C, a Trieste -9,2° C.
I primi fiocchi di neve, anche sulle regioni centrali ed a bassa quota, iniziarono a cadere lo stesso 2 febbraio e le nevicate continuarono a più riprese per tutto il mese.
Viterbo si imbiancò, a partire dal giorno dopo, e rimase per diversi giorni coperta sotto una significativa coltre di neve. Il freddo fu intenso, maledetto, specialmente per i bambini piccoli e per gli ammalati, e tutti i cittadini soffrirono per un evento al quale non erano preparati e che è ancora vivo nei ricordi delle persone più anziane che l’hanno vissuto.
Il 3 febbraio la temperatura minima a Viterbo fu di ben meno 6 gradi e una massima, si fa per dire, di meno 3,5 gradi.
“In quei giorni iniziò un periodo molto freddo – afferma Alessandro Capotosti di meteoviterbo – con molto ghiaccio tant’è che neanche le massime riuscivano a superare gli zero gradi. La parte più fredda di questo intervallo di tempo fu tra l’11 e il 17 febbraio quando si raggiunsero quasi i -10° esattamente il giorno 17 dello stesso mese. Il giorno più nevoso invece – continua Capotosti – è stato il giorno 11. Febbraio ebbe anche un altro record: ci furono ben 21 giorni con temperature minime sotto lo zero e ben 5 giorni con minime che non superarono la temperatura di 1 grado. Per quanto riguarda le temperature massime, queste fecero registrare ben 12 giorni con valori sotto zero. Tutte giornataccie piene di ghiaccio. Dopo il mese di febbraio le temperature si rialzarono, ma tra il 9 e il 15 marzo a Viterbo ci fu un’altra settimana di freddo intenso e di neve. Si raggiunsero temperature minime di meno 6 gradi e il 12 marzo la neve cadde molto abbondante”.
Per tutto il mese di febbraio e buona parte del mese di marzo del 1956, dunque, fece molto freddo e nevicò. A causa delle basse temperature lo strato di neve, sulle strade dove non era stato spalato manualmente, era rimasto intatto. Fece talmente freddo che intense nevicate interessarono anche le altre zone del centro Italia e del sud comprese le coste meridionali della Sicilia.
Una bella foto di Via Faul (il facocchio Fulvio Cappelli che spala la neve) e un’altra dell’ospizio di San Simone a Viterbo (foto di gruppo nel giardino) a ricordo di questo memorabile “nevone” viterbese di sessant’anni fa.
S. C.
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