Firenze – Via al processo per il tentato sequestro di un bambino a Firenze nel 2013.
Uno degli imputati è A.C., 40enne viterbese, sottufficiale dell’Aeronautica di Valentano. L’altro, S.R., è un imprenditore fiorentino di settant’anni, finito sul lastrico dopo un investimento fallito di 680mila euro.
Sarebbe stato questo il movente del tentato rapimento: farla pagare al bancario che aveva proposto l’affare a S.R.. E il 40enne di Valentano l’avrebbe aiutato.
Ieri, il tribunale di Firenze in composizione collegiale, come previsto per i reati più gravi, ha affidato un incarico a un perito per trascrivere le intercettazioni. Conversazioni captate dagli inquirenti nelle quali, secondo l’accusa, si preparava il piano del sequestro. Ma per la difesa del sottufficiale, rappresentata dagli avvocati Fausto Barili e Carlo Taormina, “non emergerebbe in alcun modo un suo ruolo nel tentato sequestro in quelle intercettazioni”.
Il rapimento del bambino fu sventato dai carabinieri con la collaborazione di un complice, che ha consegnato S.R e A.C. alle forze dell’ordine.
L’arresto scattò il primo ottobre 2013: solo il fermo del maresciallo fu convalidato dal gip di Roma, mentre l’autorità giudiziaria fiorentina non convalidò l’arresto del settantenne.
S.R. avrebbe chiesto un riscatto di 2 milioni di euro, tanti da autorisarcirsi per il danno subito e spartire il resto con i complici. Ma il piano non fu portato a termine.
A ottobre il gup del tribunale di Firenze Limongi aveva disposto il rinvio a giudizio per entrambi.
