Viterbo – Trasversale, scontro frontale in provincia.
Il presidente Mauro Mazzola chiede al consiglio di dargli mandato e andare il 28 aprile alla conferenza dei servizi a dire, in parole povere, fate presto a realizzare l’arteria, scegliendo un tracciato sostenibile ambientalmente.
Ma la sua maggioranza non è dello stesso avviso e Mazzola minaccia anche di dimettersi.
Maurizio Palozzi, stesso partito di Mazzola (Pd), lo frena: è fuori tempo massimo. “Si discute di un tracciato, non d’altri, ce n’è uno solo in conferenza dei servizi. Non c’è una discussione su un altro tracciato. Questa fase è passata”.
Si dice imbarazzato, non disponibile a concedere il mandato a Mazzola, mentre Maurizio Tofani (Oltre le Mura), sempre maggioranza, è pure preoccupato: “Perché Mazzola – dice Tofani – come sindaco di Tarquinia si è espresso in modo chiaro. Contrario.
Capisco che i campanilismo venga prima di ogni altra cosa, ma se perdiamo quest’occasione, la perdiamo per sempre”.
E il presidente trae le conclusioni: “Sfiduciatemi e mandatemi a casa, anzi, andiamo tutti a casa. E non è detto che non lo faccia io stesso”.
Spaccatura maggioranza – presidente e spaccatura pure dentro il Pd. Palozzi il doppio ruolo di sindaco e presidente non lo può sostenere, Angelelli la vede diversamente: “Non creiamo un caso politico dove un caso non esiste”. Prova a fare da pompiere.
Pure l’opposizione attacca: “Serviva il consiglio provinciale aperto – dice Alberto Cataldi (FdI) – come richiesto da Micci. Potevano intervenire altri a spiegarci. Poi i problemi politici risolveteli voi”.
Palozzi precisa e rincara al tempo stesso, ricordando a Mazzola che non è possibile per il consiglio la mozione di sfiducia al presidente.
“Non si può sfiduciare il presidente e anche se tutti i consiglieri si dimettessero, Mazzola resterebbe. E comunque non c’è l’intenzione di farlo. Io l’ho sostenuta e continuerò a farlo fino in fondo”.
Tuttavia, sulla Trasversale le loro strade si dividono.
Il problema resta. Tofani è convinto che la provincia debba prendere una posizione. Sul tracciato in discussione e non su altri.
Ma un’intesa non c’è: “Se qualcuno non si fida è un problema suo – spiega Mazzola – se vado alla conferenza dei servizi da presidente della provincia, vado a dire quello che devo dire, poi, quando devo intervenire come sindaco di Tarquinia, dirò altre cose”.
Lunga discussione, volano parole grosse. Ma il documento così com’è non va bene. Il consiglio provinciale lo modifica e così è approvato. Passa una versione più soft rispetto a quella letta all’inizio da Mazzola.
Giuseppe Ferlicca


