Soriano nel Cimino – Uccidono tre cani sparandogli alla testa. E’ successo a Soriano nel Cimino. La proprietaria dei tre animali racconta l’episodio, chiedendosi il perché di un gesto così vile e crudele.
E’ il 6 aprile, il sole splende, è una bella giornata calda, di quelle che ti spingono fuori, all’aria aperta.
Dopo qualche giorno di assenza dalla campagna, mia figlia decide di passarvi la giornata con il marito ed il figlio di 4 anni, e di pranzare finalmente all’aperto.
All’arrivo il piccolo, appena sceso dall’auto, corre verso il recinto dei cani per salutarli. Lui adora i cani, sono la sua passione.
C’era uno strano silenzio, qualcosa era fuori posto, non c’era la solita “cagnara” gioiosa dei cani che solitamente accompagna il loro arrivo.
D’improvviso la gioia di mio nipote è sostituita da grida di orrore e spavento. Mia figlia accorre al fianco del piccolo e vede che tutti e tre i miei cani sono riversi a terra, morti con nuvole di mosche sono sopra di loro.
Il piccolo urlante viene allontanato e, portato tra le braccia del padre, tra i singhiozzi ripete solo: “mosche-bocca”.
Mia figlia apre il cancello, ciò che trova è un qualcosa di raccapricciante, fiumi di sangue, tutti e tre i cani sono stati uccisi con un’esecuzione a tutti gli effetti con un colpo alla testa sparato a bruciapelo, come farebbe la mafia o un terrorista dell’Isis.
Cosa potevano aver commesso mai dei poveri cani per essere giustiziati a quel modo barbaro?
Di che colpe si erano macchiati? Che fastidio potevano dare? Un’assurda ritorsione nei miei confronti? Perché?
Sono intervenuti i carabinieri, anch’essi stupiti sulla modalità dell’uccisione, e all’arrivo del funzionario e e del veterinario dell’Asl, chiamati per la perizia veterinaria, per accertare le cause della morte, ci siamo sentiti dire anche da loro che non avevano mai visto un’efferatezza del genere, una vera e propria esecuzione.
Una o forse due persone sono entrate all’interno del recinto ed hanno sparato alla testa, con un fucile da caccia a pallini.
Almeno 4 colpi sono stati esplosi in quella tranquilla mattinata, in una zona rurale nel comune di Soriano nel Cimino, contrada Fornacchia, strada Santarello, da un essere viscido che nell’ombra ha tramato, forse per vendetta? Forse per intimidire? Forse gelosia? O solo follia?
Sicuramente una persona malata, senza onore e senza spina dorsale che vilmente se la prende con delle creature inermi, perché non ha gli attributi per farsi avanti.
Un gorgo nero e malsano, una mente deviata ha partorito un piano così perverso. Dolore per i miei 3 compagni di lunghe giornate che sono stati brutalmente trucidati in stile mafioso, ma che dire di mio nipote, anima pura “stuprata” da immagini che io stessa mi sono rifiutata di vedere.
Piccolo spettatore di follia umana senza senso.
Lui ora sa che Titti, Lupin e Margot, i cani della nonna, sono dal dottore perché hanno mangiato le mosche, ma continua a cercarli e chiedere di loro e soprattutto di quando ritorneranno a casa.
Chissà come e quando la sua mente affronterà e supererà questo immenso shock.
Ed intanto a me non resta altro che continuare a pormi sempre la stessa domanda: perché?
Fiorella Panunzi




