Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La viceministra Bellanova del Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto in decima commissione attività produttive della Camera, all’interrogazione a mia prima firma inerente la vendita diretta, anche detta al dettaglio, ma la sua risposta non ci ha soddisfatti.
L’intento dell’atto era quello di sollecitare il governo affinché si impegnasse a specificare il termine “prevalente” di cui l’articolo 4 comma 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 che regolamenta, appunto, la vendita diretta. Ai sensi della suddetta norma, infatti, un agricoltore può vendere al dettaglio solo i prodotti provenienti in misura “prevalente” dalla sua aziende, usufruendo durante questa attività di numerose agevolazioni e sburocratizzazioni rispetto ad un normale esercente.
Nessun riferimento oggettivo per quantificare il termine “prevalente”, solo un generico “tetto” di 160mila euro per i singoli e 4 milioni per gli associati, per i prodotti non provenienti dalla propria azienda, superato il quale si perdono i vantaggi della normativa sulla vendita diretta.
Con lâinterrogazione si voleva anche sottolineare l’importanza della cosiddetta “vendita diretta da parte degli agricoltori” che ha il merito di promuovere dei processi virtuosi nella filiera tra produzione e consumo.
Tuttavia in mancanza di regole certe si possono verificare fenomeni di concorrenza sleale da parte di chi usa la normativa in oggetto per vendere anche prodotti non rientranti nelle caratteristiche richieste, come frutta e ortaggi esotici fuori stagione, pappa reale “made in china”, ecc.
Dalla risposta della Viceministra Bellanova si evince in maniera inequivocabile che il termine “prevalente” è riferito a un oggettivo valore economico, circa il criterio della prevalenza della provenienza dei prodotti previsto ai fini della individuazione degli imprenditori e delle aziende ammesse alla vendita diretta al dettaglio, ma non ci soddisfa minimamente il fatto che il Governo ignori che esiste una problematica sfociata fin troppe volte in contenziosi, dove le associazioni dei commercianti hanno denunciano condotte sleali da parte di alcuni agricoltori che hanno sfruttato l’ambiguità normativa riguardante la “vendita diretta!, arrecando danni a commercianti e agricoltori più onesti.
Massimiliano Bernini
Cittadino Portavoce Movimento 5 Stelle
Commissione XIIIa – Agricoltura Camera dei Deputati
