Viterbo – Diffamò Tulliani, condannato Lucio Matteucci.
Da un’email alla redazione dell’Ansa agli articoli su Nuovo Viterbo Oggi e altri giornali. Era il 2010. L’anno dello scandalo della casa a Montecarlo venduta a prezzo scontatissimo a una società dietro la quale si sospettava si celasse Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini e vicepresidente della Viterbese tra il ’99 e il 2000. Tulliani aveva appena 23 anni, mentre Lucio Matteucci, attuale leader del movimento Viterbo Civica, all’epoca era il capo della Brigata Etrusca, noto gruppo di tifosi della Viterbese.
Passano dieci anni prima che Matteucci scriva quell’email all’Ansa. Lo fa quando il nome di Tulliani balza in cronaca per quella casa a Montecarlo. Quasi a gettare benzina sul fuoco.
Nella mail, quindi nel lancio dell’agenzia di stampa, quindi su un articolo di Nuovo Viterbo Oggi (e non solo lì), vengono riportate le dichiarazioni di Matteucci, secondo il quale Tulliani aveva trattenuto delle somme di denaro destinate agli ultrà. L’ex vicepresidente della Viterbese non la prende bene: lo trascina in tribunale denunciandolo per diffamazione e costituendosi parte civile, tramite gli avvocati Francesco Campagna e Paolo Lupidi.
Ieri il tribunale di Viterbo – giudice Silvia Mattei – ha condannato Matteucci a una multa da 500 euro, provvisionale di 10mila euro, pagamento delle spese legali e risarcimento da stabilire in sede civile. Sempre che Tulliani voglia portare avanti la causa.

