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“Arrivo di 48 immigrati, cittadini preoccupati”

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Fusco e Contardo a Civitella Cesi

Fusco e Contardo a Civitella Cesi

Fusco e Contardo a Civitella Cesi

Fusco e Contardo a Civitella Cesi

Blera – (g.f.) – Quarantotto immigrati a Civitella Cesi, interrogazione al ministro Alfano.

Dopo la protesta di un gruppo di residenti e l’incontro domenica scorsa di Umberto Fusco (Noi con Salvini), arriva l’interrogazione. Presentata dal senatore Consiglio Nunziante della Lega Nord.

Al responsabile del Viminale, il parlamentare leghista chiede di valutare la presenza numerica di migranti, ritenuta ingente rispetto alla popolazione di circa 200 abitanti.

Nunziante vuole pure conoscere i tempi di permanenza e pure: “In base a quale normativa tecnica nazionale siano individuati i requisiti o gli standard abitativi minimi che consentono di riconoscere l’idoneità delle strutture di accoglienza e se ritenga il ministro, di dover ripartire le presenze dei migranti su base territoriale nazionale, evitando sovraffollamenti in provincia di Viterbo”.

Il senatore vuole conoscere pure i dati precisi sulla presenza di migranti nel viterbese.

“Civitella Cesi, frazione di Blera, è una piccola comunità di 200 persone con un’unica strada che collega il paese – spiega Nunziante – con una piccola piazza, un bar altrettanto piccolo, senza presidio medico e le forze dell’ordine che contano di tre carabinieri di stanza a Blera, si svuota ogni giorno di lavoratori e studenti, per cui nelle ore diurne vi rimangono bambini che giocano in strada, e donne abituate a lasciare la chiave sulla porta d’ingresso”.

Sottolinea i timori: “I cittadini di Civitella Cesi sono molto preoccupati – osserva Nunziante – dal momento in cui sono venuti a sapere che si vuole aprire un centro di prima accoglienza.

Civitella Cesi non è il posto ideale per avviare processi d’integrazione o da destinare a parcheggio temporaneo d’immigrati, quelle dei cittadini sono legittime e fondate preoccupazioni, che nulla c’entrano con religione e razza.

Tanti, anzi troppi, sono i motivi elencati che sconsigliano questa soluzione e troppe sono le possibili situazioni di rischio per la cittadinanza”.


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