Viterbo – Disegnati cento passi rossi nel parco dedicato a Peppino Impastato. L’amministrazione comunale, a iniziare dal sindaco Leonardo Michelini, ha disegnato nel parco cento passi rossi contro la mafia e per tornare a ricordare Impastato. Cento passi dividevano la sua casa da quella del boss Badalamenti, responsabile della sua morte. Il giornalista fu imbottito di tritolo e fatto saltare in aria.
Il giornalista fu imbottito di tritolo e fatto saltare in aria.
Il 9 maggio 1978, Cosa Nostra uccide Peppino Impastato. Il giornalista che aveva dedicato la propria vita alla lotta alla mafia, dalla mafia viene assassinato (fotogallery – slide).
Trucidato a Cinisi, in Sicilia, il corpo venne ritrovato dilaniato sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani.
A trentott’anni dalla morte, Viterbo ricorda il giornalista che ebbe il coraggio di urlare: “La mafia è una montagna di merda”.
Associazioni e amministrazione questo pomeriggio al parco di via Alessandro Volta: un giardino interamente dedicato a Impastato e a tutte le vittime di mafia.
L’obiettivo è quello di ricordare e non dimenticare, di mantenere viva la memoria e non chiudere gli occhi, perché come disse Peppino “la mafia uccide, il silenzio pure”.
Presenti assessori e consiglieri comunali, che per voce di Christian Scorsi ribadiscono l’importanza di ricordare tutte le vittime di mafia: “E’ fondamentale – dice – che le nuove generazioni conoscono l’importanza delle azioni di questi martiri”.
Alle parole di Scorsi fanno eco quelle del sindaco Leonardo Michelini.
“E’ una giornata importante per la memoria – dice il primo cittadino -. L’aver realizzato questo parco in una zona periferica è un segnale importantissimo. Perché è qui che vivono i bambini, è qui che crescono i giovani, è qui che diventano adulti. Ed è fondamentale che conoscano la vita di Impastato e imparino a vivere nella legalità”.
E in un parco colorato da cento passi rossi (quei cento passi che dividevano la casa di Peppino da quella di Gaetano Badalamenti, riconosciuto come il mandate dell’omicidio del giornalista) decine di bambini che giocano, corrono, urlano e ridono.
Il miglior modo per ricordare Peppino e tutte le vittime di mafia. Il miglior messaggio che si potesse dare.




