Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Alcune osservazioni di Agenda del Pianeta Terra in seguito alla notizia di un ripristino delle Corse dei cavalli senza fantino a Ronciglione nel prossimo agosto.
Il Palio di Ronciglione è una versione del Palio dei Berberi, che – in Carnevale – si svolgeva nella Roma papale da piazza del Popolo a piazza Venezia per via del Corso e le vie laterali: i cavalli, aizzati e infastiditi da spilli inseriti in palle di pece attaccate sulla groppa, intimoriti dagli spari a salve della “partenza”, correvano come pazzi creando così la spettacolare emozione dei presenti. Poi con Vittorio Emanuele II dopo l’Unità d’Italia tutto finì.
Ma nelle terre ex papali come Ronciglione anche oggi si ricordano con nostalgia queste ormai anacronistiche tradizioni, oggi che ci sono ben altri spettacoli, radio, televisione, Internet, Facebook, Twitter, film, video ecc. ecc.
I cavalli, animali così timidi, timorosi e generosi, sono ancora schiavi di antiche ignoranze.
E’ una tristezza che una cittadina così bella, serena e gentile come Ronciglione si mangi i cari equini dismessi dalle corse.
La storia, la tradizione, la religione, gli antichi costumi sono invocati come attrazioni per i turisti come se non bastassero l’antico Borgo, la città tutta e il verde dei boschi cimini specchiati nell’azzurro Lago di Vico dove i pesticidi propinati ai cupi noccioletti generano il dolce arsenico nelle acque degli assetati ronciglionesi.
Altro che corse. Altro che “benessere” degli uomini e dei cavalli. Il benessere è una presa in giro per chi sta male.
Nel caso degli animali in genere il benessere significa trattare bene gli animali maltrattati. Ad esempio: gli animali da “reddito” e gli animali utilizzati “a fini scientifici e sperimentali”.
Il benessere significa, per i primi, allevamenti intensivi, pulcini stritolati vivi, scrofe imprigionate, trasporti dolorosi, mucche da latte ridotte a povere carni straziate, trascinate a terra moribonde, macelli dove il sangue cola ovunque e si odono urla strazianti.
I secondi sono considerati nel linguaggio ormai comune “vivisezione”. Sai che benessere.
Gli animalisti, gli antispecisti, i vegani, gli empatici in genere pensano che gli animali debbano essere rispettati totalmente quindi mai resi schiavi, sfruttati, torturati e/o uccisi.
Guardiamo al futuro, non al passato. Più che di evoluzione, può trattarsi di rievoluzione.
Laura Girardello
Agenda del pianeta terra Italia
