Montefiascone – Sarà eseguita domani l’autopsia sulle salme di Cecilia Maria Frassine e del piccolo Matteo Arion.
Per fugare ogni dubbio sulla tragedia del lago di Bolsena, la procura di Viterbo ha incaricato il dottor Saverio Potenza, del dipartimento di medicina legale dell’università di Tor Vergata.
Il consulente del pm Chiara Capezzuto assumerà formalmente l’incarico domattina alle 10, alla procura di via Falcone e Borsellino. L’autopsia, subito dopo, al cimitero San Lazzaro di Viterbo.
Potenza è conosciuto, tra l’altro, per essere stato il consulente della difesa di Raffaele Sollecito nel processo per l’assassinio di Meredith Kercher. A Viterbo, si era occupato dell’omicidio della 30enne di Civita Castellana Marcella Rizzello, uccisa a coltellate il 3 febbraio 2010: Potenza era il perito del tribunale nell’incidente probatorio sulle tracce di sangue trovate sulla scena del delitto.
Omicidio suicidio la pista battuta dagli inquirenti dopo il ritrovamento dei due cadaveri domenica mattina. Carabinieri, vigili del fuoco, forestale e protezione civile cercavano da ventiquattr’ore Cecilia e Matteo. La madre della ragazza aveva dato l’allarme all’1,30 di sabato: la figlia, studentessa 22enne austriaca, e il nipotino di quattro mesi non erano più nel bungalow del camping Amalasunta, dov’erano arrivati il 17 maggio per una breve vacanza. Due giorni fa, la scoperta dei cadaveri: Cecilia impiccata a una quercia con una sciarpa. Matteo immobile sotto di lei. Il giubbotto della mamma ad avvolgerlo come una copertina.
La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio e omicidio. Un fatto dovuto e prettamente tecnico per consentire gli accertamenti necessari. Primo tra tutti, l’autopsia.
Già il medico legale Fabio Ricci, chiamato per il primo sopralluogo, aveva escluso lesioni sul corpo di Cecilia. Che qualcuno possa averla avvicinata per farle del male è improbabile: per il pm Capezzuto, mamma e figlio erano soli sabato notte, in quel bosco in località Poggio dei gelsi, a due passi dal lago di Bolsena.
L’autopsia sulla studentessa servirà per avere il sigillo ufficiale su un decesso che sembra a tutti gli effetti un suicidio per impiccagione. Quanto al piccolo Matteo, Potenza potrà confermare o smentire la tesi degli inquirenti. Cioè che il bambino sia morto prima della mamma. Ucciso dalla mamma stessa. Volontariamente (come gli investigatori riterrebbero) o involontariamente. Cecilia era depressa: quella vacanza doveva servire per farle staccare un po’ la spina, secondo quanto raccontato dalla madre ai carabinieri.
Due le possibili cause dei segni sul collo del bambino: strangolamento o, semplicemente, la posizione in cui si trovava il corpo.
Il medico legale, in tre mesi al massimo, dovrà restituire una fotografia degli ultimi istanti di madre e figlio soli in quel bosco.





