|
|
Viterbo – (g.f.) – Luigi Maria Buzzi: giustificato. Melissa Mongiardo giustificata.
Tutti gli altri, si stanno attrezzando. Assenze in consiglio comunale, c’è tempo fino al 20 maggio per far avere alla presidenza del consiglio le motivazioni che hanno tenuti lontani dalle sedute i consiglieri, per cinque volte consecutive o otto volte in un anno.
Altrimenti parte la procedura che rischia di farli decadere dal loro ruolo.
Lo ha ricordato in consiglio comunale il presidente Marco Ciorba. Procedura sollecitata dal Movimento 5 stelle e in tempi di crisi dalla consigliera Pd Daniela Bizzarri.
Che si arrivi in fondo alla procedura è improbabile. Basta giustificarsi. Per ragioni di salute, istituzionali o di lavoro.
Buzzi lo ha fatto. “Il sottoscritto – si legge nella documentazione presentata – dichiara che è stato impossibilitato a presenziare le sedute dal 3 aprile al 12 agosto per seri motivi di salute, comprovati da certificati medici”. Sapevano tutti che non stava bene, ma ha dovuto portare giustificazione.
I vari Troili, Minchella, Sberna, Galati, Frittelli faranno altrettanto. Più complicata la posizione di Filippo Rossi (Viva Viterbo), che rivendica il diritto di non partecipare.
Ribadito giorni fa pubblicamente anche tramite Facebook. “Ho il diritto assoluto di andare o non andare in un consiglio – dichiara in un post, Rossi – in sostanza: non giustifico niente a nessuno. Il non andare in consiglio è andarci quando voglio senza ordini superiori è una mia scelta politica ed esistenziale”.
Per le sedute di bilancio il consigliere si è fatto vedere, ma poco cambia.
“Se volete cacciatemi – esorta Rossi – na sappiate che farò una guerra giuridica senza fine. Perché gli unici che possono giudicarmi sono gli elettori nel caso remoto io decida di ricandidarmi. E non certo gente che gioca alla democrazia senza sapere bene cosa è”.
