Faleria – Evaso per andare a trovare l’amico morto: assolto perché incapace di intendere e di volere.
E’ finito così il processo a un pensionato accusato di evasione dai domiciliari. In tribunale è quasi una celebrità.
78enne, originario di Faleria, è lo stesso che, sorpreso a dare fuoco a un campo di grano, disertò il processo per direttissima per motivi improrogabili: la sua scrofa stava partorendo 6 maialini e non poteva lasciarla, neanche per comparire, arrestato, davanti al giudice. In meno di due settimane, secondo arresto, stavolta per evasione dai domiciliari. Anche qui, per cause di forza maggiore: “E’ passato un amico davanti alla mia proprietà. Mi ha detto che era morto un nostro conoscente e sono andato con lui a trovarlo”, si giustificò – stavolta presentatosi regolarmente in udienza – nell’estate 2014.
Il suo avvocato Samuele De Santis chiese una perizia psichiatrica che ha confermato i sospetti: secondo la dottoressa Cristiana Morera, il 78enne era incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Quindi non imputabile. Quindi non colpevole, secondo la sentenza di ieri del giudice Giacomo Autizi.
