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Ex brigatista morto in carcere, le sorelle in aula

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Luigi Fallico

Luigi Fallico

Viterbo – Dalla loro denuncia è partita l’inchiesta per omicidio colposo. Al processo contro due medici del carcere Mammagialla sono costituite parte civile le sorelle di Luigi Fallico.

L’ex brigatista rosso muore a 59 anni, stroncato in cella da un infarto il 23 maggio 2011. 

Ieri è toccato alle sorelle ripercorrere le sue ultime ore di vita. “Lo abbiamo visto due giorni prima che morisse – hanno raccontato in tribunale davanti al giudice Silvia Mattei -. Era sofferente. Non voleva farci preoccupare, ma si vedeva che stava male. Era gonfio. Aveva dolori al petto e al braccio. Ci ha detto che il medico lo aveva visitato e rassicurato: era stato meglio dopo aver preso una pasticca”. Ma non durò: tempo quarantott’ore e Fallico viene trovato esanime in cella.

“Non rispondeva ai nostri richiami”, ricorda un agente della penitenziaria, tra i 7 testimoni ascoltati ieri. Chiamarono i sanitari che poterono solo constatare la morte. 

Fallico era stato arrestato l’11 giugno 2009 e assegnato al carcere di Catanzaro. Il 14 settembre 2010 viene trasferito a Viterbo perché il processo a suo carico per le nuove Br – concluso nel 2011 con tre condanne e tre assoluzioni – si celebrava davanti alla Corte d’Assise di Roma.

Il pm Stefano D’Arma accusa i due medici imputati di non aver disposto un immediato ricovero in ospedale, al reparto di Cardiologia di Belcolle, che avrebbe consentito accertamenti più approfonditi. A Fallico non fu fatto neppure un elettrocardiogramma, nonostante il carcere disponesse del macchinario. Una condotta negligente, per la pubblica accusa. Tanto più nel caso di Fallico, ritenuto soggetto a rischio, iperteso e fumatore. Il processo continua a giugno, per affidare l’incarico ai due specialisti che eseguiranno la doppia perizia sulle cause della morte: il medico legale della Sapienza Maria Rosaria Aromatario e il cardiologo del Policlino Umberto I Sabino Carbotta.


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