Viterbo – (m.l.r.) – Scrivere una nuova pagina del centro di Viterbo. E scriverla tutti insieme. E’ questo il nodo fondamentale del masterplan della città storica che stamattina è stato oggetto di un incontro con i commercianti.
A parlare del progetto, nella sala conferenze della camera di commercio, le assessore Raffaela Saraconi, all’urbanistica, e Sonia Perà, alle attività produttive, e i professori del dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza di Roma che stanno appunto realizzando il masterplan.
“L’università ha terminato la prima parte del lavoro – dice l’assessora Saraconi -. Si tratta di un’indagine conoscitiva della città e la comparazione con realtà simili che possono essere d’aiuto per capire criticità e punti di forza. L’indagine ci ha fornito un quadro importante e non scontato. Ora dobbiamo passare alla fase della progettazione, che necessariamente deve essere condivisa con la città e con chi la conosce meglio perché qui vi abita e lavora”.
Lo studio effettuato ha paragonato Viterbo a città come Orvieto, Ascoli Piceno, Siena e Arezzo analizzandone i flussi turistici, il turismo sostenibile, i percorsi e i collegamenti, i principali attrattori turstici, istituti e luoghi museali presenti e individuato tre percorsi quello delle chiese, quello della Macchina di Santa Rosa e quello dell’acqua che fisicamente collega le fontane.
Il masterplan sarà presentato ufficialmente il prossimo 7 luglio, mentre a ottobre ci sarà la prima verifica.
“Il masterplan – spiega Orazio Carpenzano dell’università della Sapienza – è uno strumento all’interno del quale vengono individuate alcune linee guida che possono mostrare l’identità economico- sociale di una città. E sulla base di ciò si cercano processi conformativi. Il centro storico di Viterbo, anche se si dovrebbe parlare di città storica, deve mantenere la sua bellezza attualizzandola, facendola crescere con le attese estetiche del contemporaneo, altrimenti fallisce l’obiettivo. Se si è inibiti si rischia di trasformare i centri in parchi a tema. Le città va vissuta non solo guardata e per farlo è quindi necessario interagire. Questa città ha potenzialità straordinarie, non solo per la sua gloriosa storia ma perché è il cuore di un sistema che non riesce a governare nella sua pienezza, noi vi chiediamo sforzo partecipativo. Quello che andremo a presentare a luglio deve essere il masterplan della città. E quello che dobbiamo fare è quindi un’operazione di conciliazione degli opposti”.
Conciliazione degli opposti presto spiegata. “Solo il foyer del teatro dell’Unione vale dieci volte il teatro Argentina a Roma, ma cosa si vede quando si arriva? Una distesa di auto. Il nostro compito – dice ancora Carpenzano – è cercare una convivenza, ridurre i conflitti tra la mobilità che è necessaria e l’eliminazione delle auto per la fruizione di alcuni luoghi. Anche le mura di Viterbo, il biglietto da visita dovrebbero essere un’interfaccia straordinaria. Adesso sono il retro della città. Dobbiamo ridare dignità a questi posti, dobbiamo avere la sensazione che quando si passa oltre le mura si entri in qualcosa. Ora questa sensazione non c’è”.
Le domande degli imprenditori e commercianti presenti sono stati tutte sullo stato di “salute” della città. Dai parcheggi mancanti, alla poca attenzione per la pulizia. Ma soprattutto hanno battuto su tempi certi per avere un progetto da realizzare.
“Il masterplan – continua la Saraconi – avrà un cronoprogramma e dovremmo garantire che la sia città in buone condizioni, pulita e il verde ben tenuto. Noi ci batteremo affinché nel bilancio queste tre voci abbiamo dignità che finora non hanno avuto. E un punto di partenza per la città storica e non solo, per chi la vive e chi la visita. Dovremmo aiutare i professionisti a tornare in centro, aiutare i commercianti che ci sono e incentivare nuovi servizi”.
“Lo strumento del masterplan – conclude la Perà – è fondamentale per rimettere al centro la città e grazie ai dati scientifici dello studio farsi una idea per il suo sviluppo. Dobbiamo arrivare ad avere un’idea chiara di come dovrebbe essere Viterbo. Per questo le parole degli imprenditori, dei commercianti sono importanti”.



