Viterbo – Per più di quattro anni non ha contribuito alle spese per le cure e visite mediche al figlio di sei anni, con problemi di psicomotricità.
Il tribunale di Viterbo lo ha condannato a due mesi di reclusione, duecento euro di multa e una provvisionale di 2500 euro all’ex compagna.
Termina così il processo a un giovane padre, a giudizio per violazione degli obblighi di assistenza familiare: accusato di non essersi mai preso cura del figlio né di aver contribuito economicamente.
La madre, costituita parte civile, ieri, davanti al giudice Silvia Mattei, ha spiegato che “il piccolo ha problemi di psicomotricità e deve fare una serie di terapie che costano più di mille e seicento euro l’anno. Lavoro saltuariamente – ha continuato – e finora ce l’ho fatta grazie all’aiuto dei miei genitori, che hanno sborsato migliaia di euro”.
Contro l’uomo, l’ex compagna muove l’accusa di non essersi mai interessato del figlio: “Non voleva nemmeno che gli facessi fare le terapie – dice -. Dopo che ci siamo lasciati non se né mai occupato, non l’ha più voluto vedere e da un anno neppure chiamato”.
Quello di ieri è stato l’ultimo capitolo di una lunga battaglia legale, iniziata nel 2012: prima il procedimento per l’affidamento del bambino poi la decadenza della patria potestà, fino alla condanna definitiva.
Per l’uomo il pm aveva chiesto quattro mesi di carcere e quattrocento euro di multa. Il giudice ne ha disposti due, una multa da duecento euro e il pagamento di una provvisionale di 2500 euro.
