Civita Castellana – Niente proscioglimento, almeno per ora.
Andrà avanti il processo agli otto militanti di CasaPound accusati di aver interrotto un comizio elettorale di Sandro Ruotolo a Civita Castellana, nel 2013.
Elezioni regionali: il giornalista era candidato governatore del Lazio per il partito Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Gli attivisti di estrema destra entrarono correndo e gridando frasi incomprensibili nella sala Pablo Neruda dov’era in corso il comizio.
L’improvvisata a Ruotolo dopo il suo rifiuto di stringere la mano al candidato di CasaPound Simone Di Stefano, a un confronto elettorale al Tgr Lazio di qualche giorno prima.
Il gruppetto di attivisti srotolò uno striscione con scritto “Sandro Ruotolo maleducato”. Secondo qualcuno, sarebbe stato acceso un fumogeno e volate sedie. Circostanza poi smentita dai militanti di CasaPound.
Rintracciati dalla Digos, sono ora a processo per turbativa di riunione elettorale. L’avvocato Domenico Gorziglia, per la difesa, chiedeva il proscioglimento immediato: l’articolo contestato agli imputati, del dpr 361/1957, riguarda l’elezione della Camera dei deputati e non le elezioni regionali. La turbativa di riunione elettorale è punita con la reclusione da uno a tre anni e multa fino a tre milioni di vecchie lire.
Il giudice Silvia Mattei ha respinto la richiesta per ‘motivi tecnici’: nel fascicolo, al momento, non c’è un solo atto che precisi qual era la competizione elettorale. Un dato accertabile solo tramite l’ascolto dei testimoni.




