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Una marcia nel nome di don Milani

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Don Lorenzo Milani

Don Lorenzo Milani

Vicchio – Una marcia nel nome di don Lorenzo Milani.

Camminata in difesa dell’istruzione pubblica nei luoghi cari al sacerdote fiorentino: dalla valle di Barbiana (una frazione di Vicchio in provincia di Firenze) alla cima del monte Giovi, dove si trovava la sua chiesa.

E’ la marcia di Barbiana. La quindicesima edizione questa mattina, domenica 15 maggio.

Nella frazione toscana don Milani diede vita a un’esperienza educativa rivolta ai giovani della comunità che erano fortemente svantaggiati rispetto ai coetanei di città.

Quella di Barbana fu una scuola rivoluzionaria, unica e originale al tal punto da stimolare il dibattito pedagogico per tutti gli anni sessanta. Sollevò molte critiche a cui don Milani e suoi allievi risposero con Lettera ad una professoressa.

Nel libro oltre a essere spiegati i principi della scuola si accusava quella tradizionale di essere “un ospedale che cura i sani e respinge i malati”, perché non si impegnava a recuperare e aiutare i ragazzi in difficoltà mentre valorizzava chi già aveva un’ottima condizione familiare.


L’appello delle istituzioni per la quindicesima marcia di Barbiana

Operare inclusione nel contesto scuola significa fare inclusione nel contesto globale della società. La scuola deve poter essere il luogo dove si forma alla differenza e dove si accolgono e valorizzano le differenze. Non basta integrare le diversità. Non si tratta, cioè, di creare condizioni di normalizzazione: occorre fare spazio alla ricchezza della differenza, adeguando il noto, gli ambienti, le prassi, in base ad ogni specifica singolarità. La normalità deve dunque divenire metamorfosi costante.

Quando la normalità è produzione di omogenei e di simili, allora calpesta il diritto all’istruzione, che è diritto al riconoscimento della propria specificità. Don Milani ci suggerisce che il “metodo” è mettersi in gioco nella relazione educativa. Per aumentare la partecipazione sia degli alunni nel contesto classe che degli insegnanti nel contesto scuola che dei genitori nel sistema scuola. Per permettere e facilitare il sostegno reciproco tra pari valorizzando le competenze e le conoscenze di tutti e di ciascuno. Per comprendere cosa ostacola l’apprendimento e cosa lo favorisce in relazione alle differenze individuali.

Permettere l’errore: perché apprendimento è tentare, tendere, sbagliare e correggersi o essere corretti. Da studente, da insegnante, da genitore.


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