Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera al sindaco di Peppe Sini per ricordare il fotografo Mario Onofri – Egregio sindaco,
fra un mese circa, il 13 giugno, ricorre il primo anniversario della scomparsa di Mario Onofri, che è stato un grande fotografo viterbese e una persona mite e generosa di forte impegno culturale, morale, civile.
L’opera fotografica di Mario Onofri costituisce un lascito artistico e documentario di enorme valore, e sarebbe bene che il comune di Viterbo si adoperasse affinché fosse messa a disposizione di tutti i viterbesi – oltre che della comunità degli studiosi – la conoscenza almeno della sezione relativa alla città, ai suoi paesaggi, alla sua popolazione, ai mutamenti antropologici ed ecologici che Mario Onofri ha registrato con i suoi scatti fin dagli anni Sessanta del secolo scorso.
Credo che i familiari e gli amici dell’artista sarebbero lieti di contribuire – mettendo a disposizione le sue opere – all’allestimento di una mostra retrospettiva dell’opera di Mario Onofri qualora il comune di Viterbo volesse impegnarsi a realizzarla, e a tal fine mi permetto di formulare questa proposta.
Mario Onofri è deceduto a Viterbo, la sua città, il 13 giugno 2015, aveva 64 anni. Era un uomo dolce e mite, sapiente e generoso.
Fotografo, artista, viandante e ricercatore, studioso e testimone, militante per i diritti umani, amico della nonviolenza, sollecito sempre nel recare aiuto alle persone sofferenti, alle persone oppresse.
E’ stato uno dei migliori compagni di lotte di quanti a Viterbo si sono battuti e ogni giorno si battono contro i poteri criminali e contro il regime della corruzione, contro la devastazione della natura e della cultura, contro la guerra e contro la violenza, contro il razzismo e contro il maschilismo, contro lo sfruttamento e l’oppressione; per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani; per la liberazione dell’umanità intera; in difesa di quest’unico mondo vivente. Anche grazie all’azione di Mario Onofri la nonviolenza è in cammino.
All’indomani della sua scomparsa scrissero di lui alcuni degli amici e compagni di lotte che più gli furono vicini: “Grande artista, fotografo e visionario, dagli anni ’60-’70 Mario ci ha donato luminose visioni di persone e luoghi con i suoi scatti – di grande perizia tecnica – intrisi di bellezza e malinconia, dolcezza e saggezza, espressione di un cuore e di un occhio sapientemente sensibili e sempre alla ricerca di quei caratteri e paesaggi autentici ed evocativi che sapeva cogliere esprimendo la profonda essenza della vita, dell’umanità, della storia e della natura. Grande viaggiatore, profondo conoscitore dell’India, Mario Onofri lascia un grande patrimonio artistico e documentario, storico ed umano, che – dal bianco e nero al colore – ci permetterà di rivedere, senza mai banalità, la metamorfosi socio-culturale e paesaggistica di Viterbo impressa in cinquant’anni di fotografie. Oltre all’altra sua grande passione, quella dell’India, di questo meraviglioso paese di cui era innamorato e del quale ha magistralmente colto e restituito la poesia, i colori e la magia”.
Un cordiale saluto,
Peppe Sini
Responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo


