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“Potrò di nuovo sentire il sole sulla pelle”

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Rudy Guede

Rudy Guede

Viterbo – Permesso premio per Rudy Guede.

Trentasei ore fuori dal carcere di Viterbo per il 29enne condannato per concorso nell’omicidio di Meredith Kercher.

Permesso premio per Rudy Guede, il 29nne condannato per concorso in omicidio per la morte di Meredith Kercher, la ragazza uccisa a Perugia il primo novembre del 2007. Il ragazzo è detenuto nel carcere di Viterbo dove sta scontando una pena a 16 anni di prigione.

Trentasei ore di permesso, da mercoledì a giovedì, 25 e 26 maggio. “Potrò di nuovo sentire il sole sulla pelle – dice Guede – e guardare fuori dalla finestra senza sbarre davanti agli occhi. Trentasei ore, ognuna di esse preziosissime. Ringrazio tutte le persone che mi hanno dato fiducia”.

A regolare la concessione dei permessi premio per i detenuti, l’articolo 30-ter dell’ordinamento penitenziario. “Ai condannati che hanno tenuto regolare condotta” e che “non risultano socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell’istituto, può concedere permessi premio di durata non superiore ogni volta a quindici giorni”.

I permessi sono poi concessi “per consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro. La durata dei permessi non può superare complessivamente quarantacinque giorni in ciascun anno di espiazione”.

Infine, la condotta dei condannati è da considerarsi “regolare” quando “i soggetti, durante la detenzione, hanno manifestato costante senso di responsabilità e correttezza nel comportamento personale, nelle attività organizzate negli istituti e nelle eventuali attività lavorative o culturali”.

Nell’adottare il provvedimento di concessione, il magistrato di sorveglianza stabilisce inoltre le prescrizioni relative alla dimora o al domicilio del condannato durante il permesso, mentre i controlli del condannato sono effettuati dall’arma dei carabinieri o dalla polizia di stato. In casi particolari, anche dalla polizia penitenziaria.

Finora Guede non aveva mai usufruito di alcun permesso, ottenuto in tal caso alla prima richiesta e dopo aver scontato la metà della pena. Il giovane, che si dichiara innocente rispetto ai reati per cui è stato condannato in via definitiva, ha appena finito gli esami universitari e si laurerà molto probabilmente a luglio con una tesi sui mass media presso la facoltà di storia di Roma Tre.

“Sarà come uscire da una ‘caverna’ – spiega Guede –, Come quella descritta nella ‘Repubblica di Platone’, dove in lontananza si vedono le ombre di uomini e donne proiettate all’interno dal sole che batte. Ma mentre i personaggi di Platone non sanno cosa c’è oltre il muro, io lo so, me lo ricordo bene e non lo dimentico. Continua la mia ‘seconda navigazione’. Grazie, grazie di nuovo a tutti coloro che mi hanno dato e mi stanno dando fiducia”.

Daniele Camilli


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